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Where everybody knows your name…
Mentre nel mondo reale ci lasciava Raimondo Vianello, un vulcano dal nome impronunciabile metteva in ginocchio l’Europa, in una piccola cittadina del frusinate, diversi fan di fantascienza si incontravano per la Deepcon/Italcon.
Il turbine emotivo di una convention
Riflessi (…nelle lacrime dei profeti)
Il silenzio del sehlat
Il figlio del Pretore, Eri’hfirh Eragian, è stato rapito da un serial killer detto “lo squartatore”. Per ritrovarlo ancora vivo, Uilah R’Tanet-n’Ehhlih, giovane Erein molto sfrontata ed ambiziosa, dovrà fare un patto col diavolo, il Dottor Tarlek, un vulcaniano esiliato dal mondo natale perché contrario alla soppressione dei sentimenti. Vissuto su Romulus, il dottor Tarlek, per mezzo della fusione mentale, è solito cannibalizzare le emozioni degli altri, nutrendosene e lasciando le sue vittime come gusci vuoti…
Sphere
Questo invece è il secondo racconto che vi propongo quest’oggi.
E’ un racconto di fantascienza, senza alcun riferimento ( anche se alcuni passaggi risentono dell’influenza della lettura di AccelerandoW di Charles StrossW.
Ho in mente di scriverne un altro ambientato nello stesso scenario, anche per spiegare meglio cosa sono i protagonisti di questo racconto.
Memorie
2382.09.11
Il mio modo di scrivere è prendere spunto da qualcosa di gia’ letto, visto o sentito. Questo racconto nasce di getto (l’universo sviluppato nasce e muore con il racconto) dopo aver letto un fumetto dell’uomo ragno. Nelle note del racconto è specificato il fumetto da cui ho tratto spunto.
Un racconto, come dice Stephen King (il mio autore preferito), nasce spesso con un “e se…?”. Il fumetto descrive la reazione dell’universo Marvel legato all’uomo ragno per un atto vigliacco come quello che ha devastato gli animi l’11 settembre. Mi ha colpito vedere Dr Octopus che usa le sue braccia meccaniche per scavare nei rottami, Dottor Destino che piange davanti al cadavere di un bambino.
Ho pensato allo stesso fatto vissuto traslato nell’universo di ST e quindi sono apparsi i Romulani che aiutavano i terrestri (prima che uscisse Nemesis!) ed alcune scene che sono un po’ inusuali in ST. E’ un racconto “senza logica”: quattro Sovereign in mano a cadetti? Beh… Ma certe storie vanno al di là della logica. Infine questo è il mio primo ed unico racconto pubblicato nell’Inside Star Trek Magazine.
Clipart

Connection Closed.
Era un’affermazione che non ammetteva repliche, una di quelle che provocano una fastidiosa sensazione di svantaggio in chi si è appena sentito chiudere la connessione in faccia.
David Xander detestava quelle situazioni. E quello che lo irritava maggiormente era di non possedere nessuna informazione su chi aveva appena riattaccato.
Quella persona, infatti, aveva osato contattarlo sulla sua linea privata per ben dieci volte negli ultimi tre mesi, eludendo con estrema abilità tutte le protezioni software installate dai tecnici, solo per prendersi la soddisfazione di ricattarlo. Il problema non erano i soldi.
La Xander Enterprises, l’azienda di servizi di cui era fondatore e presidente, era la compagnia più ricca della City dopo le Grandi Multinazionali. I centomila nuovi yen che aveva sborsato fino a quel momento perché lo sconosciuto tenesse la bocca chiusa erano davvero poca cosa, una goccia che veniva persa dal fiume di denaro elettronico che ogni giorno entrava e usciva dalle sue casseforti.
Quello che mandava David in bestia era il fatto che quell’essere insignificante tenesse per le palle la sua preziosa e immacolata figura pubblica. Tutti nella City lo conoscevano: David Xander, incorruttibile finanziere, benefattore dei cittadini bisognosi, promotore della cultura e dell’arte, ma soprattutto bello come una rockstar e ricco come pochi al mondo. La sua popolarità non era mai stata così alta come in quel momento. Gli erano occorsi cinque lunghi anni e milioni di nuovi yen per crearsi quell’immagine e Xander non aveva nessuna intenzione di rinunciarci a causa di uno stupido festino.
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