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Archivio per la categoria ‘Mouse di ottone e manici di Wii’

Non tutto è iOro quel che iLuccica

25 luglio 2010 Antonio Mercurio 2 commenti

Wardrome: sei pronto a metterti in gioco?

20 febbraio 2010 Antonio Mercurio 1 commento

TWIN PHREAKS V: The silence of the lames

26 ottobre 2009 Antonio Mercurio 6 commenti

Introduzione…

Prima venne una supernova, che  abbagliò l’universo per un istante, sperperando la  sua gloria e subito declinando in  contorte nubi multi spettrali di atomi appena forgiati. Turbinati mulinelli spiraleggiarono finché uno di loro s’infiammò: una stella neonata.

Il sole vergine  indossò una tunica  roteante di polvere ed elettricità. 
Gas e rocce e frammenti di questo e quello caddero nelle sue pieghe, raccogliendosi in oscuri ammassi: i pianeti.

Un piccolo  insignificante mondo  roteava ad una  distanza media. Aveva proprietà modeste…
Massa: a malapena sufficiente per attirare  uno o due asteroidi di passaggio;

Lune: una, il risultato di una violenta collisione, ma abbastanza grande per sollevare ampie maree;

Rotazione: sufficiente a sollevare venti ribollenti nell’atmosfera piena di vapori;

Densità: una mistura  in continuo rimescolamento, che produceva scorie superficiali poco promettenti;

Temperatura: il calore  era la sola voce  del pianeta; una voce debole, attenuata dal ruggito del sole.  Ma, comunque, che  cosa può dire all’universo un pianeta, con il suo flebile grido all’infrarosso ?

“Esisto” ripeteva  senza interruzione.  “Sono  un sasso  raggrumato che irradia una temperatura di  circa trecento gradi, insignificante su una scala stellare. Sono un granello, una pagliuzza. Ma esisto”.

Una dichiarazione  semplice per un cosmo indifferente… la firma di un mondo di roccia guastato da pozzanghere salate e fumanti.

Ma poi qualcosa di nuovo emerse in quelle pozzanghere.  Qualcosa di insignificante… un semplice scolorirsi qua e là. Ma da quel momento la voce cambiò. Una sottile alterazione del timbro, ancora debole e indistinta, ma che adesso sembrava dire: “Io… sono !”.

                                                    David Brin, “Earth”.

 

Vi consiglio, nel caso alcuni termini non vi fossero familiari,di consultare il dizionario dei termini

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Dalai Lamer: XYZ

“Non c’era niente da fare. Col tempo ero nettamente migliorato. Cose come questa prima mi richiedevano giorni, ormai ce la facevo in sole due ore. Mentre guardavo il risultato delle mie azioni, decisi di telefonare a DoppioClick per ringraziarlo: in fondo era stato lui a farmi capire come riuscire nell’impresa.
“Pronto?”
“Ciao DoppioClick, sono Scourge. Ti volevo ringraziare per quel consiglio che mi hai dato. Ora ci metto molto di meno ad inserire i floppy nel lettore!”
“Scourge, ma io ti ho solo detto di inserirlo con la parte metallica in avanti, era facile…Vabbè, prego comunque.”
“Sei diventato credente?”
“…Eh?”
“Hai detto che stai pregando…”
Non capii il perchè, ma DoppioClick riattaccò. Forse non gli piaceva sentirsi troppo ringraziato, era comprensibile.

Sorrisi e riappesi la cornetta. Tornando al computer, guardai l’ora. Era tardi, erano già le sette e per le otto e mezza mia madre voleva tutti a cena. E io dovevo ancora sfilare il floppy che ero riuscito ad inserire…”

Concludiamo la saga informatica del “Dalai Lamer” con il terzo episodio.
Vi consiglio, nel caso alcuni termini non vi fossero familiari,di consultare il dizionario dei termini

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TWIN PHREAKS IV: Balla coi loozers

 

Riprendiamo a riportare in formato Blog questa serie che andava per la maggiore nelle BBS di tanto tanto tempo fa.
Vi ricordo che alcuni termini potrebbero non essere a voi noti per cui vi
consiglio di leggere il “dizionario dei termini” .
Vi suggerisco inoltre di dare un’occhiata ai numeri precedenti tutti aggregati sotto il tag “Twin Phreaks

 

Never say Never ( again )

18 settembre 2008 Antonio Mercurio Nessun commento

Il Ritorno di SegmentationFault

Era notte. La casa silenziosa sembrava fare eco alla tensione che avevo addosso, mentre compivo una delicatissima operazione. Ormai ero parte del gruppo di Hacker della mia città , ero uno di loro, esperto nell’infiltrarmi nei sistemi altrui alla ricerca di sapere e del gusto di beffare ancora un amministratore di sistema, di essere stato più bravo di lui.

E anche stavolta ce l’avevo fatta. Ero riuscito ad avere accesso al sistema. Avevo di nuovo beffato il padrone.

Ce l’avevo fatta.

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Cosa vedi dalla tua finestra?

Relitto in un mare di innovazione

Another One People …connected (trailer).