Home > Appunti di viaggio > Where everybody knows your name…

Where everybody knows your name…

Mentre nel mondo reale ci lasciava Raimondo Vianello, un vulcano dal nome impronunciabile metteva in ginocchio l’Europa, in una piccola cittadina del frusinate, diversi fan di si incontravano per la /Italcon.

Quelli che mi conoscono sanno che la mia cerchia di amicizie e parenti è un ambiente ostile al fantastico, sanno che spesso, a meno che mia figlia sia disposta a farmi compagnia, vado al cinema a vedere quei film di fantascienza non di cassetta. Sanno che difficilmente potrò discutere di un telefilm o di un libro e far sapere che scrivo, nei ritagli di tempo, senza scatenare la serie di battute tra cui, la classica, “ma non ti rendi conto che hai 47 anni e che le cose da bambini ….”

Per mia fortuna ogni tanto impacchetto la vita reale e qualche cambio sommario e parto per un piccolo paese o cittadina per passare qualche giorno assieme ad altre persone che sanno cosa significa PsicostoriaW o TiotimolinaW Risublimata. E’ quella fetta di paradiso e, in questo resoconto, vi voglio raccontare quella appena conclusa: la Deepcon 11 /Italcon 36

E’ stata la convention in ricordo di Ernesto Vegetti e voglio approfittare nel raccontare la mia usando un’immagine da un panel che lo ricordava e che cito a memoria “c’è un pezzo di Ernesto in ognuno di noi” ed è dal mio piccolo, piccolissimo frammento di questo grande della fantascienza italiana che ho avuto occasione di conoscere anche se per qualche istante in qualche divertente siparietto nelle cerimonie del premio Italia e che in questa esperienze ho intravisto con la coda dell’occhio passare e trattenersi con altri partecipanti.

E’ la Deepcon di Vegetti ed è la prima Deepcon di Aprile ( i due fatti non sono tra loro collegati) ed ho visto lacrime di persone che hanno avuto l’onore di conoscerlo e di intrattenersi con lui già dal mio arrivo, dal mercoledì. Come ogni CON in cui intervengo anche quest’anno ho visto nascere la convention e, questo anno,  tra una cosa e l’altra ho cambiato esperienza: ero un venditore, per una Onlus di cui parleremo altrove ed in separata occasione ma anche così ho avuto il piacere di seguire quei due eventi ordinari e tutti quelli straordinari non inseriti nel programma ufficiale.
Che sono stati il ricordo di Ernesto, la presentazione del libro Kronos di Claudio Chillemi e la premiazione del Premio Italia e la successiva sfilata dei costumi.

Ben altre descrizioni e commenti verranno fatti, con più descrizioni e dettagli saranno buttate nel mare di Internet, questo che è il mio modo di ringraziare tutti per la loro presenza. È un’esperienza emozionante quando si incontrano gli ospiti fissi, quelli che hai occasione di vedere, nel corso dell’anno, in quelle manifestazioni in cui riesci ad andare ( non vedevo Livia la reception dalla scorsa Deepcon ed, in generale, tutti quelli che ho incontrato sono separati dal mare e da una gestione dei trasporti che non tiene conto delle esigenze dei pochi).

È stato bello ritrovare lo stesso compagno di stanza dello scorso anno, Salvatore, ed altre persone di cui leggo elettronicamente ( dalla lista a FaceBook) ma che, in ultima analisi, pur avendoli nei contatti non ho possibilità di interagire vuoi per sovraccarico di lavoro, vuoi perché non si ha la possibilità di interagire ordinatamente via pc.

Ricordi particolari? Il primo ricordo ed anedotto di cui posso riferire è stato quanto avvenuto nel post Eatcon quando, aiutati dall’ennesimo bicchiere di rosso, assieme alla moglie di Picardo (Linda) abbiamo iniziato in 3 persone una discussione che partendo dall’arte è finita con Pulp Fiction ed un brevissimo inserto di Picardo che veniva a recuperare la moglie.

Il secondo si dipana nelle pause  pranzo che questo anno, dopo alcuni “assaggi”, si è evoluta e spesa nel tavolo di Fondazione ( ed in particolare con Claudio Chillemi e splendida consorte). Abbiamo pranzato e cenato assieme parlando di fantascienza e partendo da quella passione comune abbiamo parlato della nostra vita “nel mondo reale”. Si è arrivato a discutere degli influssi negativi nell’economia delle CON dell’eventuale invenzione del teletrasporto che, teoricamente, inciderebbe pesantemente sull’economia degli alberghi ma poi si è finiti a stabilire che la cerchia che io frequento trova parte integrante l’iterazione con “i soliti noti” aldifuori dei panels.

Oltre a questi due ho vissuto una bellissima partita a Paranoia  (gioco di ruolo) con un siparietto ( il mio compagno di stanza mi ha chiuso fuori dalla stanza), diversi break per una sigaretta o un caffè e le solite battute tra persone che sanno che si scherza, le immancabili sedute davanti a qualcosa di liquido dopo cena, quando sui vari divanetti ci si siede e si ricorda o ci si confronta.

La sfilata dei costumi (ed il premio Italia) ha praticamente chiuso la convention visto che già la domenica successivo la malinconia prendeva il posto che le appartiene. La malinconia ha quasi  raggiunto l’apice il lunedì mattina quando alla fine sono rimasto quasi da solo momento ma che ha avuto quel momento da incidere nell’album dei ricordi quando, assieme ad un gruppo di soci, sono tornato a Roma e condiviso quelle ore di attesa, normalmente passate in silenzio ad aspettare l’orario di partenza dell’aereo ( 21.25), chiacchierando assieme ad uno degli ospiti del più e del meno.

È una splendida esperienza che egoisticamente vorrei si dilatasse ma ho partecipato a diverse convention per non notare lo sguardo soddisfatto ed un sospiro di liberazione al termine della convention da parte degli organizzatori che sembra dire “è finita ma è andata bene”.

… adesso di nuovo nel mondo reale, a vivere quell’effetto strano post convention in cui ti capita di vedere con la coda dell’occhio questo o quell’amico che incontri una, due o massimo tre volte l’anno.

Mancano 11 mesi all’appuntamento a Fiuggi per il prossimo anno e mi piace pensare che di Ernesto sia già li ad aspettarci come in attesa di un varco in cui, ogni anno, lui possa ritornare a vivere nei ricordi e nei commenti delle persone che hanno avuto l’onore di conoscerlo anche, come di chi scrive, per qualche chiacchera sfuggita al bar o per aver ascoltato una conferenza o alle passate serate del Premio Italia. No, non intendo che Vegetti sia una sorta di fantasma bloccato nelle sale dell’ambiasciatori ma che la sua presenza si manifesti e si manifesterà nei giorni e negli anni a venire quando due o più persone che lo conoscono avranno occasione di ricordarne l’opera.

Ciao Ernesto, ciao Fuggi e ciao amici che vedo una volta l’anno…
… alla prossima!


Condividi
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • email
  • LinkedIn
  • Live
  • oknotizie
  • PDF
  • RSS
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Twitter

  1. 22 aprile 2011 a 18:00 | #1

    Bello leggere questo racconto e sentire di riconoscere momenti ed emozioni! Piacere di averti conosciuto in Deepcon 12!

  2. 23 aprile 2011 a 1:22 | #2

    Anche a me fa piacere conoscere nuove persone in felici occasioni!

  1. Nessun trackback ancora...