TWIN PHREAKS V: The silence of the lames
CAPITOLO QUINTO
Se i costruttori costruissero come i programmatori programmano, il primo picchio che passa potrebbe distruggere la civiltà.
( Seconda legge di Weinberg ).
- La seconda parte del piano di battaglia da me elaborato con l’aiuto degli altri hackers di Twin Phreaks poteva avere inizio.
Hydra si era finalmente svegliato , sostituì Phoenix al banco di trasmissione ed iniziò il suo compito. Il phreaker dall’orrenda chioma (Hydra si guadagnava da vivere affittando aree attrezzate per campeggio ai parassiti che trascorrevano le vacanze nei suoi capelli) era notissimo , a chiunque avesse mai partecipato ad una conference telefonica, come “l’incubo di Alliance”. In pratica , dall’istante in cui egli veniva invitato a joinare la conversazione a quello di caduta del PBX , il bimbo non smetteva di parlare neppure per un secondo.
Se poi era lui stesso il conference master, peggio che mai: smetteva di blaterare almeno tre o quattro ore dopo il leaving dell’ultimo partecipante. Se la linea presentava effetto eco , riusciva a litigare con la sua stessa voce insultandosi da solo per giornate intere.
Per fortuna , questo suo lato negativo ci sarebbe stato ora enormemente utile : Hydra avrebbe tenuto impegnata la frequenza di dialogo dei Conquistatori per tutto il tempo necessario al completamento della fase “P”. “P” come “programmazione”, ma soprattutto “P” come “Pitagora”, il coder chiamato all’impresa più importante della sua vita. (7)
- La routine fu completata in 432 minuti terrestri. Pitagora non sape va programmare i potentissimi calcolatori alieni , ma quanto a questo nulla di nuovo: non sapeva programmare neppure quelli nostrani.
Fortunatamente i computers dei Controllori realizzati dopo il Quinto Millennio ( data federale ) disponevano di un’intelligenza artificiale talmente sofisticata da aver eliminato la necessità del coding diretto. Una macchina pensante riuscita senza dubbio meglio di quella sperimentata dai loozers tempo addietro (vedi “Twin Phreaks IV”).
L’autore del programma doveva solo descrivere le subroutines all’elaboratore tramite un facile linguaggio simbolico comprensibile da tutti; perfino Guile sarebbe riuscito ad usare quel sistema , ma in quel prezioso momento ci era indispensabile la mente contorta di Pitagora.
Il tema assegnatogli dal Capitano in persona era il seguente : “scrivi la routine di gestione della console principale di un caccia stellare”.
Forse non fu molto corretto far credere al semi-coder che gli alieni , viste le sue indiscusse capacità di programmazione , lo avessero scelto per elaborare il nuovo sistema di controllo di cui sarebbero state dotate tutte le navi federali, ma speravamo ardentemente di ottenere in quel modo un vero ed inimitabile prodotto pitagoriano.
Così fu. Codificammo e trasmettemmo il risultato degli sforzi del fanciullo all’astronave nemica , i Conquistatori ringraziarono e si affrettarono ad implementare ciò che credevano provenire dalla loro remota base e che avrebbe consentito l’attacco finale al pianeta Terra.
Per i primi istanti non accadde nulla, l’atmosfera sintetica della sala principale del nostro mezzo spaziale era piena solo delle nostre impalpabili speranze e dei purtroppo palpabili e viscidi capelli di Hydra.
Poi, i nostri sogni si avverarono in un lampo. Terminata la fase di incubazione , gli inafferrabili bugs immancabili in ogni routine di Pitagora iniziarono a riprodursi e ad invadere l’intero programma.
Bisogna ammettere che Pitagora , quando sbaglia , lo fa esclusivamente nei punti vitali del codice prodotto. Così, dopo appena tre minuti dal file sending , il ricevitore gracchiò il bollettino della vittoria : gli odiati Conquistatori annunciavano la procedura urgente di salto nell’iperspazio, destinazione la loro più remota base appoggio, ai limiti dell’Universo conosciuto. Diciassettemilatrecentodue avarie all’astronave prodotte dalle disfunzioni della console principale avevano infranto i loro progetti bellici.
L’urlo di gioia fece tremare le pareti della stanza , solo Phoenix fu fatta tacere con la forza per evitare danni irreparabili alle strutture della Nave.
In seguito , la CCXII Conferenza Federale per il Disarmo proibì l’uso della voce amplificata della ragazza nonché di ogni immagine della faccia di Jettero, classificate come mezzi di sterminio di massa.
“Ci sono possibilità di un loro ritorno in tempo breve ?” chiese AMF visibilmente preoccupato.
“Nessuna.” lo tranquillizzò N “Hanno fallito , e la loro società non tollera insuccessi. Non troveranno un altro equipaggio disposto a ritentare l’avventura , con migliaia di altri mondi classificati come potenziali obiettivi”.
“E poi c’é il nostro servizio di pattuglia, da non sottovalutare” sottolineò il Capitano dei Controllori della Galassia “contiamo di debellare i nemici entro i prossimi seicento dei vostri anni , il tempo che impiegherebbe Pitagora per imparare a memoria le istruzioni del copper”.
Quest’affermazione confermò ancora una volta quanto fossero precisi ed attendibili gli studi effettuati dagli alieni sul nostro conto.
- L’euforia ci aveva contagiati, si cominciava a discutere del ritorno a casa e di una possibile festa della vittoria; provavo tuttavia una sensazione strana , mi sembrava che da un momento all’altro potesse giungere qualcosa o qualcuno a rovinarci la festa.
Purtroppo un particolare molto , molto importante era stato soffocato dalle nostre grida di gioia : il nostro compito non era finito, e sfortunatamente una malefica entità ne prese coscienza appena un istante prima di me.
“Guile !!” gridò Giò 71 “Ci siamo dimenticati di lui !”.
Raggiungemmo il compartimento di incubazione appena in tempo per ricevere la funesta notizia : tra poco meno di 60 dei nostri minuti la crescita della colonia dei cloni sarebbe esplosa, a ritmo esponenziale; migliaia di Guiles riprodotti in tempi brevissimi. Certamente avremmo potuto scoprire nell’istante della mitosi quale fosse il Guile autentico, ma i fattori di crescita non ci davano speranze: le copie ci avrebbero travolti prima di darci il tempo di intervenire.
No , la distinzione dei due esseri andava necessariamente effettuata prima di quel fatale momento.
“Ma é possibile che non esista un sistema alternativo ?” chiese Timescape al tecnobiologo che si occupava della duplicazione cellulare.
“Beh, in altri casi si é potuto ricorrere all’analisi delle onde cerebrali, che rimangono comunque differenti in ciascuna copia”.
“Ed in questo caso non si può fare ?” chiese Burglar sperando che la faccenda si potesse risolvere per suo merito , così da poter chiedere di eliminare il duplicato divenuto inutile (tramite digestione).
“No, i suoi neuroni danno segno di attività rilevante ogni era geologica terrestre” fu l’arido commento dello scienziato.
Ci guardammo sconsolati. Era davvero finita , un esperimento inutile avrebbe cancellato per sempre Guile. Già , perché ormai non rimaneva altro che distruggere entrambi gli esseri , ardua decisione da prendersi in nome dell’equilibrio universale.
Attimi di silenzio , il ricercatore pose la sua mano aliena sulla leva che controllava l’outer door, il portello esterno noto a chiunque abbia visto “Aliens scontro finale”: i due corpi sarebbero stati espulsi verso il vuoto cosmico , dove la loro stessa pressione interna li avrebbe istantaneamente distrutti.
Così cessava di esistere un amico, loozer ma sempre amico.
“é il prezzo dell’evoluzione tecnologica” mormorò con le lacrime agli occhi Giò 71 “il metodo di clonazione di questa razza extraterrestre é talmente sofisticato da rendere la copia assolutamente perfetta”.
Non si era ancora spenta l’eco delle sue parole, ed ecco il miracolo.
Uno dei due Guile , al di là della parete trasparente che li separava da noi, divenne improvvisamente luminescente, una violenta luce bianca che ci costrinse a distogliere lo sguardo. Quando fummo nuovamente in grado di osservare la scena, accanto al solo essere rimasto in vita rimaneva unicamente un mucchietto di polveri inorganiche.
- Ci fu spiegato dalla Commissione Scientifica costituitasi apposita mente per osservare il fenomeno, che ogni 35 miliardi di casi di clonazione la combinazione delle basi azotate non riusciva a stabilizzarsi, causando all’atto della duplicazione generale dei cromosomi l’autocombustione globale ed istantanea dell’intero essere vivente.
Il caso precedente risaliva a parecchie generazioni di Controllori prima dell’attuale.
Con i suoi poteri, Giò 71 aveva salvato la vita al vero Guile. Gli fu conferita la medaglia di merito della Federazione , un cristallo a noi sconosciuto. “Ne avrò cura più di ogni altra cosa al mondo” sussurrò commosso; gli cadde durante la premiazione e si frantumò.
- Gli addii sono sempre una cosa triste , tranne quando é Jettero a partire. Nel nostro caso , lasciavamo per sempre quelli che ormai consideravamo amici , sapendo che non avremmo mai più potuto rivederli o comunque comunicare con loro in qualsiasi forma.
“Non potremo tornare nel vostro Sistema per i prossimi 5 periodi , tremila anni terrestri più o meno” spiegò N.
“Altre missioni importanti ?” domandò Timescape.
“No, targhe alterne” intervenne l’ufficiale di rotta “il rilevatore Sud della Galassia ha segnalato una quantità di esafluoruro di Uranio superiore alla seconda soglia di attenzione”.
Ci ritrovammo alla periferia di Twin Phreaks in un impercettibile istante , senza aver avuto il tempo di udire o aggiungere altro.
Burglar giunse a breve distanza e subito l’inclinazione dell’asse terrestre aumentò di un grado e mezzo.
Forse gli stessi inflessibili Controllori Galattici si erano affezionati al nostro piccolo gruppo, ed avevano preferito un addio brusco e meno doloroso. Guile era con noi, non sapevamo cosa ricordasse di quelle difficili ore, ma anche se avesse raccontato qualcosa in giro non l’avrebbe creduto nessuno, come accadeva per default.
Nell’oscurità della sera una linea di luce apparve per un attimo sullo sfondo stellato. Una meteorite , o forse l’ultimo saluto di chi proseguiva un interminabile viaggio nell’Universo infinito.
Davvero la nostra avventura era stata reale ? Noi stessi stentavamo a crederlo , del resto certe esperienze al limite dell’impossibile erano riservate solo a noi, a quei cool hackers di Twin Phreaks felici di essere ancora una volta insieme.
FINE
(7) Per comprendere la logica Pitagoriana, ricordo che il ragazzo trascorse i migliori anni della sua vita cercando di dimostrare la possibilità di lharcare 400K in 10 bytes.
Testo originale e succesive modifiche: MFB
Prima edizione, Settembre 1992
SECONDA EDIZIONE, Febbraio 1993
NOTA Originale
Gli incassi derivanti dallo spreading del seguente best – seller saranno utilizzati per il pagamento delle cauzioni di Pitagora , AMF ed Hydra , arrestati dopo l’ennesimo atto di vandalismo nelle campagne di Arcore e accusati di danneggiamento aggravato (l’aggravante é rappresentata dalla faccia di Hydra).



Mi piace questo Essere un granello piccolissimo nell’Universo.
Mi piace la forza della frase:ESISTO!…pur essendo piccolo piccolo…
ma è dalle cose piccole che nasce la grandiosità di ogni cosa nel Cosmo…
Il sito che mi hai richiesto è: http://www.keypaxx.splinder.com
Quando ti fai un account splinderiano?:D
Chissà che gli abitanti di splinder,non siano motivo di una possibile storia di fantascienza
ci sono certi elementi che si presterebbero bene come “personaggi” Rido…
Un abbraccio Carla;))
A Giovedì.
Mizziga Unidici giorni di pioggia però son tanti:)
Va bè vediamo il lato positivo…meglio di 40:D
Ho trovato il tempo di leggerti…Continuerò a farlo con gioia
perchè meriti attenzione;))
@Carla(yeiazel)
Grazie per la segnalazione e, sul fatto di un account su Splinder, preferisco avere il totale controllo sul mio Blog … magari appena ho 5 minuti vedo se posso semplicemente iscrivermi ma ti avviso che non ho molto tempo per seguire i blog.
Eh eh … riconnesso il Blog
@Carla: ho creato l’account per Splinder
Già me ne sono accorta
sei più invisibile del fantasma formaggino 
ajò
@Antonio Mercurio