TWIN PHREAKS V: The silence of the lames
CAPITOLO SECONDO
Se puoi tenere la testa a posto quando tutti attorno a te l’hanno persa, é perché non hai capito il problema. ( Legge di Evans )
- Quella settimana trascorsa a casa di Jettero Heller fu una tortura da Inquisizione. Non solo dovevamo vederlo 24 ore su 24, ma anche sorbirci le sue hyper-loozerate. Configurazione del sistema Helleriano : sopra il modem , collezione di minerali con blocco di magnetite naturale del peso di Kg 1.2 ; sotto l’A2000, stazione ricetrasmittente HF con amplificatore lineare da 750 Watt perennemente accesa ; come base d’appoggio per i drives esterni, forno a induzione da 3500 Ampere con linea elettrica dedicata a 980.000 V; per avvolgere il cavo seriale in eccesso , sfera al plasma artigianale schermata col Domopak.
In pratica, Jettero causava il 75% delle spurie in Europa. La scrivania era completata da oggetti meno pericolosi ma altrettanto inquietanti :
una reticella a grondaia intorno al monitor ( per evitare che gli sprites cadessero sul pavimento quando uscivano dalla window ) e mezzo chilo di formaggio svizzero per sfamare il mouse.
Solo il ritorno di due ” cool friendz ” giunse a salvarci da quella situazione disperata, con il loro aiuto avremmo potuto cercare di far luce sulla scomparsa di Guile. Il primo di essi era nientemeno che il latitante Hydra, sfrattato dall’amato sottosuolo a causa del maltempo che si era abbattuto sulla città ; il secondo era il mitico The Brain , giunto finalmente al termine della sua vacanza-premio.
“Finiti i giorni di ferie in Colombia, eh ?” aveva chiesto Shock Waves.
“No, ho solo finito le piantagioni” era stata la risposta di The Brain.
- Jettero Heller aveva cercato di coinvolgerci nel progetto della WOM (Write Only Memory) ma The Brain , ricordando ciò che tempo prima gli avevo insegnato , lo aveva paralizzato con una domanda ai limiti delle possibilità umane: “Jettero, quanti fili ha un doppino ?”.
( In seguito , per non essere accusato di crudeltà mentale , The Brain aveva semplificato l’enigma in : “Quanti fili ha un doppino , se uno è bianco e l’altro rosso ?” riuscendo così ad ottenere la risposta esatta, al settimo tentativo, in soli due giorni ).
Neppure Adventure Seeker, mago della fisica , aveva fornito una spiegazione valida per la sparizione di Guiloozer; il vero H.D. Case intanto, non aveva potuto fare a meno di chiedersi se non fosse stato lui la vittima designata ed ora trascorreva le ore logorandosi nel dubbio.
Di certo , se l’eliminazione del mini – SysOp era stata intenzionale , l’attentatore non brillava per intelligenza : era ben difficile confondere un hacker di Conference 7 (Pier’s Group BBS) con un simile lamer.
L’ignobile board di Shock Waves era sopravvissuta all’incubo tecnologico della rete neuronale ribelle ( vedi “Twin Phreaks IV” ), pertanto fu deciso di utilizzarla come HQ provvisorio. Timescape , convocato d’urgenza , suggerì di diffondere la notizia della scomparsa di Guile tramite rete a pacchetto.
Lo stesso Sciocc Waves si occupò della faccenda , aiutato da Jettero Heller.
Shock : “Jettero, sposta quel monitor !”
Jettero: “Devo togliere il connettore RGB ?”
Shock : “Sì,ma non in modo ANSI o tutti i colori usciranno dal cavo!”
Jettero: “Hai ragione , metto subito il bianco e nero. Acc… qui c’è dell’acqua che gocciola !”
Shock : “Certo, non sai che i drives vanno collegati in cascata ?”
Jettero: “Da molto tempo non uso il mio computer, é guasto !”
Shock : “L’hai portato in un laboratorio di riparazioni ?”
Jettero: “Sì , ma non capiscono un accidente quei maledetti loozers !”
Shock : “Cosa ti hanno detto ?”
Jettero: “Che é un problema di alimentazione.”
Shock : “E allora ?”
Jettero: “Sono due mesi che mangio in bianco e ancora non funziona !!!”
Shock : “Vatti a fidare dei tecnici !”
Jettero: “Davvero… meno male che noi ci capiamo !”
- Con 11.09 voti su 14 presenti ( cioè all’unanimità, dato che i voti dei loozers contavano 0.03 ) il gruppo dei cool users invitò ufficialmente Pitagora nell’elite. Pitagora era un coder a tempo perso, nel senso che ogni volta che codava perdeva tempo e basta , ma era una vecchia conoscenza dei tempi del PalaCandy, prima che Burglar decidesse di acquistare la suddetta struttura per farne un frigorifero da picnic.
Grazie ad un incidente di pattinaggio in cui aveva perso il pollice e l’indice della mano sinistra, il 27 Maggio 1992 , Pitagora aveva finalmente potuto realizzare il suo sogno segreto di coder : contare in base otto sulle dita. Il primato rimaneva comunque a Shock Waves, che da anni contava in binario sulle orecchie.
Per la verità a nessuno di noi interessava realmente salvare Guile, la sua presenza sul pianeta era solo un danno per la comunità; tuttavia, una sparizione tanto anomala era un fatto inspiegabile e pericoloso. La risposta alle nostre meditazioni giunse poco prima dell’alba, e impiegammo parecchio tempo prima di convincerci che non si trattava di un’allucinazione collettiva.
Avvolto nella stessa luce tetra e verdastra nella quale si era dissolto Guile, un essere dall’aspetto umano , coperto da una sorta di tunica bianca luminescente, comparve nel mezzo della stanza. Il suo volto aveva naso, occhi e bocca, ma la creatura che avevamo di fronte non proveniva dal nostro pianeta, o forse non apparteneva al nostro tempo.
Sospeso a pochi centimetri dal pavimento , ci rivolse la parola in modo cortese e rassicurante, parlando correttamente la nostra lingua pur con una lieve e melodica distorsione : “Io sono uno dei controllori…”.
Shock Waves lo interruppe bruscamente : “Jettero , te l’avevo detto che prima o poi ci avrebbero bustati con i biglietti ATM fatti in casa !”.
L’entità lo fisso severamente e con il suo sguardo gelido lo ammutolì.
Poi continuò : “Sono uno dei controllori di questo Quadrante della Galassia, la nostra Corporazione esiste da molti millenni e segue da lontano l’evoluzione dei singoli mondi”.
“Siete molto simili a noi” si meravigliò Jettero.
“Non cominci ad insultare , per cortesia” fu la risposta dell’alieno , “posso essere simile a loro (noi, NdMF) ma non di certo a lei (Jettero, NdMF)”.
Nonostante la meraviglia e l’incredulità per quell’inaspettato incontro ravvicinato, nessuno di noi ebbe dubbi o timori. Ora eravamo tutti intorno alla creatura venuta dal nulla, e subivamo il fascino delle sue parole.
“Vi osserviamo da tempo e conosciamo le vostre imprese” ci disse.
“Ah, e cosa ne pensate delle mie RAM da 25 puffosecondi?” chiese Shock.
“Lasciamo perdere, sappiamo anche del suo tentativo di collegare lo US Robotics all’impianto stereo” continuò il luminescente essere.
“Per forza, sul modem c’era scritto CD !!” si difese il loozer.
“Guardi, si rassegni: lei è decisamente lamer !” lo affondò l’alieno, poi il suo tono di voce divenne decisamente più serio.
La spiegazione della situazione e del motivo dell’inusuale visita fu breve e sconvolgente. Come ci fu narrato , i Controllori erano i membri di un Corpo di Sorveglianza tramite il quale la Federazione delle civiltà maggiormente progredite sparse nell’Universo sorvegliava l’evoluzione dei pianeti più giovani; il loro compito era quello di assicurare il continuum spazio-temporale e soprattutto quello di garantire determinati equilibri all’interno dello stesso Quadrante , il tutto rimanendo nell’ombra e senza mai intervenire in modo diretto.
Conoscevano il nostro team per gli avvenimenti di alcuni anni prima (vedi “Twin Phreaks III” ), ovvero quel disperato tentativo di scongiurare un paradosso temporale causato dalla mente malata di Jettero.
“Questo eccezionale contatto con la vostra gente é dovuto purtroppo ad un avvenimento molto grave” proseguì con voce dura il Controllore “per la prima volta nella storia della Corporazione siamo costretti a ricorrere all’aiuto di una forma di vita indigena”.
“Senta…ehm…erghh…” farfugliò Pitagora.
“Chiamatemi pure NP937-343F785-1S87309″, rispose l’entità.
“Acc… una nuova VISA! Segnamola!” urlò Jettero a Shock Waves. (3)
“No , mi chiamo così” spiegò l’essere venuto dallo spazio, “ma potete
usare il diminutivo”.
“Cioè ?” chiese Burglar.
“N !” fu la risposta.
“E il resto cos’é, il cognome ?” si informò The Brain.
“No, é il checksum !” replicò N.
“Allora, N ” continuò Pitagora “cos’é accaduto di tanto grave? Che ne é stato del lam… ehm, del ragazzo che era con noi ? L’hai notato ?”.
“Difficile non notare un idiota vestito da cabina telefonica !” fu la risposta di N “Vedete, c’é stato…”.
Un segnalatore cominciò a bippare interrompendo il suo discorso.
N estrasse quello che aveva tutta l’aria di essere un apparato ricetrasmittente e discusse per pochi secondi in una lingua sconosciuta. Poi si rivolse a noi: “Mi dispiace ragazzi , il mio tempo di permanenza qui ha superato il limite massimo. Sono costretto a tornare sulla Nave”.
“Nave ?” si stupì Shock Waves.
“La Nave Stellare che pattuglia il vostro Quadrante”, chiarì l’alieno.
“Ma noi vogliamo delle spiegazioni” insistette The Brain.
“Le avrete a bordo… nel caso non l’aveste ancora capito , voi dovete venire con me. Lo smaterializzatore é già stato programmato per teletrasportarvi tutti” disse N chiudendo il discorso.
Jettero Heller cercò di protestare , ma pronunciò appena due parole : l’ormai familiare raggio giallo-verdognolo lo dissolse gradualmente in particelle subatomiche.
(3) Prendere nota di un numero di carta di credito ha un solo scopo: il carding. Per maggiori informazioni rivolgetevi a Timescape richiedendo due ore di colloquio presso il carcere di Imperia.




Mi piace questo Essere un granello piccolissimo nell’Universo.
Mi piace la forza della frase:ESISTO!…pur essendo piccolo piccolo…
ma è dalle cose piccole che nasce la grandiosità di ogni cosa nel Cosmo…
Il sito che mi hai richiesto è: http://www.keypaxx.splinder.com
Quando ti fai un account splinderiano?:D
Chissà che gli abitanti di splinder,non siano motivo di una possibile storia di fantascienza
ci sono certi elementi che si presterebbero bene come “personaggi” Rido…
Un abbraccio Carla;))
A Giovedì.
Mizziga Unidici giorni di pioggia però son tanti:)
Va bè vediamo il lato positivo…meglio di 40:D
Ho trovato il tempo di leggerti…Continuerò a farlo con gioia
perchè meriti attenzione;))
@Carla(yeiazel)
Grazie per la segnalazione e, sul fatto di un account su Splinder, preferisco avere il totale controllo sul mio Blog … magari appena ho 5 minuti vedo se posso semplicemente iscrivermi ma ti avviso che non ho molto tempo per seguire i blog.
Eh eh … riconnesso il Blog
@Carla: ho creato l’account per Splinder
Già me ne sono accorta
sei più invisibile del fantasma formaggino 
ajò
@Antonio Mercurio