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TWIN PHREAKS V: The silence of the lames

Introduzione…

Prima venne una supernova, che  abbagliò l’universo per un istante, sperperando la  sua gloria e subito declinando in  contorte nubi multi spettrali di atomi appena forgiati. Turbinati mulinelli spiraleggiarono finché uno di loro s’infiammò: una stella neonata.

Il sole vergine  indossò una tunica  roteante di polvere ed elettricità. 
Gas e rocce e frammenti di questo e quello caddero nelle sue pieghe, raccogliendosi in oscuri ammassi: i pianeti.

Un piccolo  insignificante mondo  roteava ad una  distanza media. Aveva proprietà modeste…
Massa: a malapena sufficiente per attirare  uno o due asteroidi di passaggio;

Lune: una, il risultato di una violenta collisione, ma abbastanza grande per sollevare ampie maree;

Rotazione: sufficiente a sollevare venti ribollenti nell’atmosfera piena di vapori;

Densità: una mistura  in continuo rimescolamento, che produceva scorie superficiali poco promettenti;

Temperatura: il calore  era la sola voce  del pianeta; una voce debole, attenuata dal ruggito del sole.  Ma, comunque, che  cosa può dire all’universo un pianeta, con il suo flebile grido all’infrarosso ?

“Esisto” ripeteva  senza interruzione.  “Sono  un sasso  raggrumato che irradia una temperatura di  circa trecento gradi, insignificante su una scala stellare. Sono un granello, una pagliuzza. Ma esisto”.

Una dichiarazione  semplice per un cosmo indifferente… la firma di un mondo di roccia guastato da pozzanghere salate e fumanti.

Ma poi qualcosa di nuovo emerse in quelle pozzanghere.  Qualcosa di insignificante… un semplice scolorirsi qua e là. Ma da quel momento la voce cambiò. Una sottile alterazione del timbro, ancora debole e indistinta, ma che adesso sembrava dire: “Io… sono !”.

                                                    David Brin, “Earth”.

 

Vi consiglio, nel caso alcuni termini non vi fossero familiari,di consultare il dizionario dei termini

CAPITOLO PRIMO

Il lavoro d’equipe é essenziale : ti permette di dare la colpa a qualcun’altro.  ( Ottava regola di Finagle )

- Il tempo trascorreva velocemente  nella tranquilla cittadina di Twin Phreaks e ciascuno di noi , dopo la  strabiliante avventura che insieme avevamo vissuto , era ritornato alle sue abituali occupazioni (anche se in vent’anni nessuno era mai  riuscito a capire quale fosse l’attività di Shock Waves).

Molte cose erano cambiate da quei giorni in cui le capacità di un piccolo gruppo di hackers avevano  garantito la continuazione della specie umana; gli abitanti della città, del Paese, forse dell’intero pianeta, ci avevano dimenticati in pochi mesi.  D’altronde eravamo felici così: ancora una volta uniti tra le mura amiche del nostro HeadQuarter.

Per la verità qualcuno  mancava all’appello :  The Brain e Hydra.   Il primo aveva finalmente realizzato il sogno della sua vita: raccogliendo sull’apposita tessera i  bollini-punto dei prodotti in distribuzione al Parco Lambro e Parco Sempione aveva  vinto un fantastico viaggio premio a Medellin.  (Occorrevano 1.780 punti , The Brain  li aveva raccolti in  sei ore).

Quanto a Hydra , la sua  scomparsa era  direttamente legata ad un altro avvenimento degno di nota :  il ritorno di Burglar.   Come i lettori di Twin Phreaks IV ricorderanno , il phreaker sferico era stato trattenuto in una remota e  rigogliosa  valle della  Svizzera ed  utilizzato  come controfigura della mucca lilla di una nota pubblicità.  Tuttavia , chi aveva costretto Burglar a nutrirsi brucando erba, non aveva tenuto conto del suo fabbisogno calorico giornaliero, col risultato che ora nelle ex verdi vallate si correva una tappa della Parigi-Dakar.

Tornato in patria , il fanciullo era stato convinto da Hydra ad utilizzare la sua possente mole per qualcosa di socialmente più utile: furto di benzina.  Se una persona normale  dispone di un peso corporeo appena sufficiente per ricavare minime quantità del prezioso liquido con cinquemila saltelli sopra il tubo dell’erogatore, Hydra e Burglar insieme, saltellando sull’oleodotto Tripoli-Genova, in poco meno di venti minuti avevano prosciugato le riserve petrolifere della Libia.   (1)

Colpito da un mandato di cattura internazionale ed inseguito dai sicari  di Gheddafi , Hydra si era reso irreperibile.  Burglar invece era stato graziato per l’intervento dell’ONU :  il suo  mantenimento  gratuito in carcere per i successivi sei o sette anni sarebbe costato alla comunità internazionale  quanto la fornitura di cibo a tutta la popolazione irachena fino alla fine del secolo (ventunesimo).

 - Ancora una volta era tornato il Carnevale, e la tranquilla cittadina degli hackers si  preparava ai festeggiamenti , tra le molte manifestazioni in programma spiccava quella per il travestimento più originale.

Per la verità la gara più importante sarebbe stata la premiazione per la buffonata dell’anno , ma era una  competizione senza chances: da tre decenni vinceva sempre la SIP con Itapac.

Jettero Heller aveva ignorato il prezioso consiglio regalatogli diverso tempo prima da The Brain (“vestiti da spuria”) e non aveva partecipato; secondo fonti sicure , l’esserino era profondamente impegnato nella realizzazione di un’invenzione rivoluzionaria: il monitor in Braille.

Purtroppo per noi , l’assenza del capo dei loozers era compensata dalla presenza di Guile, l’individuo che aveva descritto il nuovo modem 16800 US Robotics come “un apparecchio veramente cool , non ha una grande autonomia online , ma il fatto che  ogni 45 secondi si resetti da solo è davvero comodo”. ( Dopo due mesi si era  accorto di aver usato al posto della classica presa tripla , quella intermittente per le luci dell’albero di Natale ).

Negli ultimi tempi, Guile era stato completamente assorbito dalla folle idea di  trasformare la sua insignificante board in un sistema decente, un’impresa che quanto a difficoltà equivaleva al convincere Burglar ad iniziare una dieta.  Dopo aver installato tutta la serie di nuovi integrati Amiga (SuperAgnus,SuperDenise, SuperGary,SuperPaula e SuperPippo) il fanciullo era passato all’ampliamento della memoria di massa, ed ora poteva  contare su 4 Gigabytes , cioè 1 Giga per utente.

Aveva anche trovato un valido cosysop , di provenienza Hardital , ma lo sventurato si era messo a discutere con Giò 71 che un bel giorno l’aveva guardato negli occhi dicendogli “Hai un pò di tosse, carissimo…”.
La settimana successiva, il poveraccio era morto di TBC.

Giò 71 era stato di conseguenza nominato cosysop , e da allora nessuno si sarebbe collegato ad  Unknown Place  neppure con una pistola puntata alla tempia.  Comunque , Guile quel giorno aveva deciso di uscire e distrarsi partecipando alla gara per il  miglior travestimento con un costume da cabina telefonica, realizzato  prelevando da una discarica SIP un’autentica cabina del tipo in uso negli anni ‘70.  (Alla fine di quel decennio l’odiata  Compagnia si era resa  conto che forse i  vecchi apparecchi in legno funzionanti a monete romane dovevano essere sostituiti). “é venuto davvero bene !”, aveva commentato  Adventure Seeker “Prova a scuoterlo: si sentono persino tintinnare i gettoni !”.
“Non sono gettoni, é il cervello !” l’aveva corretto H.D. Case. 

 - I telefoni pubblici di nuova concezione  erano facilmente riconoscibili come prodotto sippino , non per niente il tasto di reset era stato montato nella posizione più  intelligente (proprio sotto il display) e ben illuminato da un vivace LED rosso per coloro che ancora non fossero riusciti ad individuarlo.  Nella versione evoluta dell’apparecchio, sul lato sinistro erano  riportate le istruzioni : “How to reset and make a free call”, in dodici lingue, con tanto di disegni esplicativi.   (2)

Nonostante questo lato positivo, le nuove cabine non avevano incontrato le simpatie dei phreakers : la pessima qualità dei microfoni e la con seguente distorsione avevano reso  impossibile l’utilizzo della Sonybox ( Per gli ignoranti : Sonybox = registrazione su audiocassetta dei toni di break, seize, ecc… e riproduzione tramite Walkman.  Pratica introdotta nell’estate 1991 da Omegateam ); per ricordare i tempi felici era stato coniato il proverbio “Cabina vecchia fa buon boxing”, derivato da uno più famoso.

La presenza in città, dopo anni ed anni, di un telefono pubblico phreakerabile ,  aveva scatenato i più  primordiali istinti dei blueboxers superstiti ed il povero Guile, a causa di quell’infelice travestimento, era rimasto seppellito da una valanga di segnali 2600+2400 e aveva tra scorso il più brutto  quarto d’ora della  sua vita.  Era stato salvato dalla folla impazzita grazie all’intervento di Burglar , ma per un paio d’ore aveva continuato a delirare credendo di essere un’operatrice MCI. 

Dopo la brutta esperienza, il lamerino era giunto all’opportuna conclusione di tornarsene a casa ;  purtroppo non lo fece con l’intenzione di liberarci finalmente della sua presenza ,  ma con in testa un’idea spaventosa.

 - Il primo a vederlo fu ancora una volta Burglar, poi toccò al diretto interessato.  Nessuno proferì parola , tale era  l’indignazione del popolo dei cool hackers per quell’azione disgustosa ; neppure Shock Waves osò commentare : Guile (alias Sirio , alias Vegamaster), uno degli individui più fake dell’Universo , aveva osato troppo… si era travestito da H.D. Case !

L’autentico biondo phreaker non  aveva gradito l’affronto , e su questo nessuno avrebbe  potuto dargli torto.  Sdegnato ,  se n’era  tornato al quartier generale di Omegateam a meditare sulla punizione da infliggere a Guilamer.

Cosa avremmo potuto vedere di peggio quel giorno ?    Qualcosa c’era…stava infatti arrivando lui, Jettero Heller, l’essere che abbassava del 56% la media mondiale del quoziente intellettivo.

“Hai terminato il progetto del monitor in Braille ?” gli chiese AMF.

“No , ho avuto un’idea più cool… la stampante in Braille.”  Replicò Jet.

“Ma guarda che é già stata  inventata da tempo…” osservò  Burglar.

“Certo, ma la mia é migliore : é a colori !” dichiarò il megaloozer.

 - AMF, valido membro del team  H/P , era da tempo noto all’interno del gruppo per essere stato il pioniere dell’Assembler teorico : nonostante la momentanea mancanza dell’Amiga, il fanciullo aveva continuato a codare su carta per molti mesi. Purtroppo quest’attività gli aveva causato alcuni problemi… dopo cinque settimane di Assembler teorico lo pseudo coder aveva cominciato ad immaginarsi anche i crash del sistema, e dopo due mesi aveva accumulato diverse  centinaia di block-notes in software failure.  

Poi  aveva imparato a girare  le pagine del blocco ogni sessantesimo di secondo per simulare gli interrupts , ed infine  erano affiorati chiari

segni di squilibrio mentale : AMF credeva di essere il Blitter e si allenava di notte a spostare tutti i mobili  di casa cercando di farlo in modo fluido.

Per guarirlo , il gruppo gli  aveva trovato un hobby : il giardinaggio.

Ora AMF stava molto meglio (soprattutto grazie al ritorno dell’ Amy) ed era diventato l’iniziatore della botanica telefonica , con specializzazione in potatura notturna delle linee (altrui).  

 - Guile aveva deciso che per tutta la giornata avrebbe mantenuto quell’indegno travestimento : questo fu uno dei peggiori errori della sua vita.   Si era già allontanato di parecchi passi verso la folla festante quando un alone azzurrognolo  lo avvolse.  La sua figura si fece evanescente , poi cominciò a scomparire del tutto , gradualmente, dal basso verso l’alto.  Pochi secondi dopo, Guile non esisteva più.

Dapprima si pensò ad uno scherzo, ma dopo aver provato in prima persona una traslazione temporale (vedi “Twin Phreaks III”) non ci era rimasto molto senso dell’umorismo.

Questa volta Jettero ed i lamers erano davvero innocenti, il che rende va ancora più difficile la  spiegazione di ciò che era accaduto sotto i nostri occhi increduli.  Cosa ne era stato di Guile ?  E soprattutto, come era successo ?  Le ricerche durarono tutto il giorno, solo a tarda sera rientrammo stanchi alla base logistica , il solito appartamento di Silver Spring dove si era da tempo trasferito Jettero.

“Riprenderemo le  ricerche domani , con il caldo sole del pomeriggio” , dichiarò Gio 71, e diluviò per undici giorni.

 (1)      Il riferimento  non é affatto  puramente casuale, ma  palesemente diretto alle ben note imprese di Hydra e Net Jobber,nonché dell’autore del presente testo.

 (2)      é ormai di pubblico dominio il fatto che i telefoni pubblici Urmet/SIP offrano un grado di  sicurezza pari a quello di una trasfusione con sangue prelevato a The Brain, di ritorno dalla Colombia dopo una sosta in Kenya, praticata da Giò71.

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  1. 9 dicembre 2009 a 10:19 | #1

    Mi piace questo Essere un granello piccolissimo nell’Universo.
    Mi piace la forza della frase:ESISTO!…pur essendo piccolo piccolo…
    ma è dalle cose piccole che nasce la grandiosità di ogni cosa nel Cosmo…

    Il sito che mi hai richiesto è: http://www.keypaxx.splinder.com
    Quando ti fai un account splinderiano?:D
    Chissà che gli abitanti di splinder,non siano motivo di una possibile storia di fantascienza
    ci sono certi elementi che si presterebbero bene come “personaggi” Rido…
    Un abbraccio Carla;))
    A Giovedì.

  2. 9 dicembre 2009 a 10:22 | #2

    Mizziga Unidici giorni di pioggia però son tanti:)
    Va bè vediamo il lato positivo…meglio di 40:D

    Ho trovato il tempo di leggerti…Continuerò a farlo con gioia
    perchè meriti attenzione;))

  3. 9 dicembre 2009 a 10:58 | #3

    @Carla(yeiazel)
    Grazie per la segnalazione e, sul fatto di un account su Splinder, preferisco avere il totale controllo sul mio Blog … magari appena ho 5 minuti vedo se posso semplicemente iscrivermi ma ti avviso che non ho molto tempo per seguire i blog.

  4. 13 dicembre 2009 a 10:59 | #4

    Eh eh … riconnesso il Blog :D

  5. Antonio Mercurio
    13 dicembre 2009 a 14:36 | #5

    @Carla: ho creato l’account per Splinder :D

  6. 22 dicembre 2009 a 18:27 | #6

    Già me ne sono accorta :grin: sei più invisibile del fantasma formaggino :shock:
    ajò ;-)

    @Antonio Mercurio

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