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Il silenzio del sehlat

Nel salone delle feste dell’Irnilt, Uilah ricevette il premio per la sua abnegazione. Fu la prima in assoluto ad ottenere una promozione di due gradi: da erein venne promossa ad arrain .
“Se tu fossi un po’ più malleabile, avresti sicuramente avuto anche una nave, ma Charfor ha detto che devi ancora imparare a rispettare, o almeno a far finta di rispettare, la catena di comando” le disse Eri’hfirh Eragian, felice di essere nuovamente libero.
“Noto che si è fatto livellare le orecchie… eppure il suo mancato carnefice è oramai ridotto ad atomi,” ribatté Uilah, osservando i risultati dell’operazione chirurgica.
“Beh, arrain, è sempre meglio prevedere!” rispose allegro colui che era destinato a diventare in futuro il pretore di Romulus.
Uilah si congedò e raggiunse il suo direttore.
“Allora come ci si sente ad essere regina della festa?” le chiese Charfor.
“Penso riesca ad immaginarlo! Vorrei andare a riposare, evadere la corrispondenza e rimettermi in pari con gli studi! Voglio diventare il più giovane capo della Tal Shiar!”
Charfor sorrise. La sua allieva preferita scalpitava come un campione alla sua prima gara.
Arrain, ha tutto il tempo, le terrò in caldo la scrivania.”
Uilah fece per andarsene, ma si fermò per un ripensamento:
“Mi dica, direttore. Notizie di Tarlek?”
“Ha paura di essere nel carnet dell’Aberrazione Vulcaniana? Non si preoccupi. Ha lasciato Romulus, infiltrandosi in un cargo diretto verso la Federazione. Adesso è un problema loro!”

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