Il silenzio del sehlat
I campi d’addestramento della Tal Shiar si tenevano in una località segreta. Oltre alle normali attività del centro, in cui veniva formata la crema del servizio segreto dell’Impero, era incluso un percorso di guerra. Il percorrerlo nel minor tempo possibile era considerato facoltativo, ma coloro che si applicavano nel tentativo venivano visti di buon occhio dai superiori. Per questo motivo (oltre al respiro trafelato) l’aspetto dell’erein Uilah evidenziava la necessità di una doccia sonica. La classificazione “urgente” della convocazione del direttore della sezione “affari locali” Charfor, del resto, implicava che non si sarebbe fatto caso all’aspetto fisico.
Charfor era un mito per tutti i cadetti della Tal Shiar, ma era caduto in disgrazia, dopo che la sua mnhei’saheera stata scossa profondamente, in seguito alla scoperta che, seppure in modo marginale, un elemento della sua famiglia era implicato nell’incidente di Icarus IV.
In una società come quella romulana, un evento simile avrebbe spezzato anche l’animo più potente, magari forgiato negli intrighi di corte o del Senato. Charfor non era da meno e perciò aveva trovato consolazione nella bevanda romulana per eccellenza. Al termine delle attività quotidiane era solito trascorrere, nell’intimo del suo alloggio, discreti periodi in preda ai fumi della birra romulana.
Uilah trovò Charfor intento a leggere un dipad mentre contemporaneamente parlava con una persona. Il terminale era nascosto da pile di oggetti e dipad, da cui Uilah poté solo sentire un accenno di conversazione:
“So io di chi fidarmi: anche se ha solo 19 anni, la ragazza è il mio miglior elemento, e poi non è necessario che abbia combattuto una guerra per interrogare un pazzo. Del resto, sono stufo marcio di essere indicato come prossimo alla pensione per colpa di un macellaio.”
Alla vista dell’erein, Charfor chiuse, in modo sommariamente educato, la conversazione, digitò una sequenza sul suo terminale e, dopo aver scrutato a fondo la giovane disse:
“Erein Uilah R’Tanet-n’Ehhlih del distretto di Thatar superati a pieni voti i test di ammissione alla Tal Shiar, appartenente ad una famiglia storica dell’Impero, ha manifestato senso del comando ed una spiccata capacità di analisi. Jolan tru.”
“Direttore, come mai mi ha convocato? Avrei la necessità di sistemarmi fisicamente, mentre lei passa il suo tempo a leggermi ciò che entrambi sappiamo” sbottò Uilah.
“Erein! Il suo profilo psicologico indica che ha la possibilità di coprire posti di comando. Il suo difetto, come mi ha appena dimostrato, è una certa insofferenza verso la catena di comando. Dato che lei è la migliore allieva che abbia mai frequentato il primo anno di formazione nella Tal Shiar, abbiamo deciso di “smussare” qualche angolo del suo carattere, aiutandola a mascherare questa caratteristica, anziché arruolarla come “volontaria” in qualche pattuglia suicida” rispose Charfor.
“Direttore, devo forse interrogare l’Aberrato di Vulcano in merito ai delitti del macellaio di Havran?” ribatté l’erein, ignorando l’appunto che le veniva mosso.
“Complimenti, erein! Sa benissimo che su Romulus sono oramai alcuni anni che vengono perpetrati delitti atroci. Le vittime vengono ritrovate con le orecchie mozzate e con ampi settori di pelle mancanti. Abbiamo pensato a qualche cane della Federazione o a qualche cellula Klingon, qualcun altro ha ipotizzato anche un’opera di destabilizzazione ad opera di qualche oltranzista vulcaniano, ma siamo costretti a pensare che si tratti di un romulano”.
“Ne deduco, direttore, che lei ritiene che si debba utilizzare un pazzo per catturare un altro pazzo… e perciò l’Aberrazione Vulcaniana potrebbe esserci utile?”.
“Sì, erein. Perciò, visto che abbiamo due giorni di riposo, andrà nel distretto Ael, interrogherà il dottor Tarlek e mi farà rapporto. Può andare, erein! Sia molto prudente con Tarlek. Si nutre d’emozioni, in modo particolare di quelle forti, e tutto ciò che le chiederà sarà per usarla. Vedrà che è rinchiuso in una cella con le mani legate: NON SI LASCI TOCCARE, se non vuole far restituire il suo guscio vuoto alla sua famiglia!
Sappiamo che quando si parla si deve cedere qualche informazione, ma lei ne dia il meno possibile e non si faccia imbrigliare. Sia lei a guidarlo nel suo sentiero e non si dimentichi mai chi è Tarlek.”
“E lei direttore… lo sa?”.
“So che è un mostro, so che se potesse mi prosciugherebbe e mi rivolterebbe perché lo ho incastrato. Erein Uilah R’Tanet n’Ehhlih, la mia scelta è stata dettata dal fatto che ritengo che lei abbia, perlomeno se ne leggono le potenzialità, la possibilità di ricoprire un ruolo fondamentale, sia nella Tal Shiar, sia per la supremazia di Romulus. Alla luce di queste considerazioni mi auguro che lei non mi deluda!”
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