Il silenzio del sehlat
Nella sede della Tal Shiar, Uilah stava conferendo con Charfor, riferendogli l’andamento delle discussioni con il Vulcaniano.
“Come ha suggerito, ho ipotizzato un possibile premio, e come ho detto a lei, ho confermato che dal mio punto di vista promettere senza mantenere non è corretto. Come lei sa benissimo, il nostro amico parla per enigmi.”
“Sì, erein, lo conosco da quando lei ancora pensava soltanto a quale vestito indossare per la festa di famiglia, o si immaginava sposata a qualche alta sfera della…”
“Anche se lei è un mio superiore, non le permetto di insinuare che nella mia infanzia avessi delle manifestazioni degne di una feccia federale. Nella mia famiglia non si indulge a simili assurdi voli mentali!” interruppe seccamente Uilah.
“EREIN! Questa sua insofferenza inizia a darmi sui nervi, e come ha ricordato è un suo superiore che le parla. Se fossimo stati a bordo di un’astronave, l’avrei sbattuta fuori senza tuta ambientale a fare il giro dello scafo PER TUTTA LA SUA LUNGHEZZA. Quindi, per una volta, attivi il campo di contenimento del suo sarcasmo! Umph… Come le dicevo, conosco da molto tempo il nostro amico e fra noi ci si rispetta, per quanto le possa sembrare assurdo. Il concetto dell’onore su Romulus non ha certo nulla da invidiare a quello Klingon … loro hanno una sola parola per definirlo, noi invece siamo simili al popolo dei ghiacci della Terra, che ha tante parole per definire ciò che chiamano “neve.” Facciamo finta di non aver avuto questa piccola divergenza e riprendiamo: cosa le ha detto Tarlek?”
“La frase esatta è “Lo squartatore deve pur usare quello che manca ed i pezzi del puzzle mancanti sono diversi. Ognuno di quelli che prende ha qualcosa di anomalo, di diverso e nello stesso tempo simile. Lui vuole presentarsi alla somma signora vestito a festa! .” Potrei provare ad inserirla nel contesto, ma lei mi deve consentire un livello d’accesso superiore al database dello “squartatore” Voglio vedere le vittime, o quello che ne è rimasto. Ho applicato diversi modelli ai luoghi di residenza , ai luoghi dei rapimenti ed a quelli in cui sono stati recuperati i cadaveri. Ma nessuna relazione è sbucata fuori. DEVO avere un livello d’accesso superiore al database!”
Charfor fissò intensamente l’erein e rabbrividì, immaginandola un giorno seduta nell’ufficio principale della Tal Shiar. Scacciò la visione, ripromettendosi di saltare la consueta razione serale di birra.
“Erein, lei potrebbe essere utilizzata per qualche esperimento o imbarcata su qualche nave sperimentale, se persiste in questo atteggiamento poco rispettoso. Comunque, le assegno in via temporanea il mio livello d’accesso. Lo usi solo per questo caso. Adesso tolga il disturbo e non si faccia rivedere senza un indizio degno di questo nome. VADA!”
Uilah, pur essendo difficilmente malleabile, capiva quando il rapporto tra il suo modo di fare e lo stato nervoso dei suoi interlocutori poteva causare un effetto devastante. Con un sorriso da predatore, lasciò l’ufficio del suo superiore.
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