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TWIN PHREAKS IV: Balla coi loozers

 

CAPITOLO QUARTO: La prodigiosa guarigione

 

 

- Arrivò l’elenco delle boards che si erano arrese all’infame ricatto, e come previsto erano parecchie ; ma la potenza della rete neuronale al servizio di Storm non aveva limiti : in poche ore dedusse un numero impressionante di NUI.

Il motivo non risultò immediatamente chiaro, tuttavia l’ex capo della Divileader aveva sicuramente un piano ben definito per assumere il controllo delle trasmissioni via Itapac.

 

- Con Timescape la squadra d’azione era davvero al completo : il rapido e pericoloso evolversi degli eventi ci costrinse a riammeterlo con procedura d’urgenza nella schiera degli eletti.

La perdita della presenza femminile nel gruppo ( ovvero Bettina ) era stata traumatica per tutti i componenti del team ; per fortuna qualcuno tra noi conservava ancora un notevole fascino. Ovviamente parlo di me : infatti ero riuscito ancora una volta ad hackerare una splendida fanciulla.

Cosa mi aveva colpito di lei?

Gli occhi verdi? I capelli biondi? La linea analogica (non tracciabile) ottima per usare vagoni di At&t cardz? Provate ad indovinare…

 

- Tramite il solito Amiexpress, fu deciso di aprire una piccola board dove far convergere le novità che giungevano dai nostri informatori ; fatto questo, dato che eravamo molto stanchi, la riunione fu aggiornata al mattino seguente.

Prima di ritirarmi, tuttavia, ebbi una geniale intuizione :

“Jettero, cosa sai dell’Assembler?” chiesi.

 

“É un famoso linguaggio così chiamato in onore del noto filosofo e matematico Assembler” rispose il megaloozer.

 

“Quello é il Pascal, idiota !” lo silurò The Brain.

 

“Vabbé, quasi c’ero” si giustificò Jettero.

 

La domanda comunque era servita allo scopo : era chiaro che tra Jettero e il coding esisteva un’incompatibilità di fondo.

Chi dunque aveva programmato gli algoritmi del nostro nemico artificiale?

Mi attendeva una notte insonne fatta di ragionamenti e ipotesi, ma quando l’alba giunse a rianimare le vie deserte della città, un raggio luminoso squarciò le tenebre della mia mente: avevo la risposta.

 

- Il dotto prof. Heller stava approfittando della colazione per tenere la consueta lezione di informatica ai suoi allievi :

” Usate il joystick in porta parallela, potrete andare in otto direzioni contemporaneamente “.

 

Per non rovinarsi la digestione, H.D.Case lo spedì nella stanza accanto a sysoppare per una mezz’ora il BBS, ma Jettero rispose che senza i suoi collaboratori (i lamers) non l’avrebbe mai fatto.

 

” Che splendido esempio di amicizia e collaborazione ” commentò la bionda bimba, e continuò fino a quando Case non ne sconvolse la candida ingenuità rivelandole la verità : “Macché collaborazione… devono lavorare insieme perché non sono mai riusciti ad imparare più di due comandi per ciascuno !”.

Jettero guardò in malo modo H.D.Case, sorrise alla fanciulla e trascinò nel locale attiguo la banda dei loozers.

 

Mandarli tutti a controllare l’andamento della board sembrava un modo come un altro per liberarci almeno momentaneamente di loro e cercare di ragionare in pace.

 Speranza vana…

dopo 45.2 secondi una serie di tonfi sul pavimento ci richiamò nel locale attiguo.

“Jettero, ma che accidente stai facendo?” chiese Timescape.

 

“Sto uppando un file” rispose l’iperloozer.

 

“E perché saltelli sopra il cavo seriale?” domandò The Brain.

 

“Ovvio” spiegò il bimbo “per aumentare la compressione dei dati”.

 

- Una ricognizione presso l’ex HQ dei lamers sarebbe stata d’obbligo, tuttavia la nostra guida ( Hydra ) era decisamente in preda al delirio : se fosse peggiorato ulteriormente l’avrebbero assunto come operatore per il servizio 1790 Italcable.

 

Era il momento adatto per esternare al popolo degli hackers i risultati del mio ragionamento notturno ; chi aveva codato gli algoritmi introdotti nel supercomputer creato dagli inferiori ( Jettero & C. )?   

Solo due persone avrebbero potuto, per immondi interessi personali, mettersi al servizio dei megaloozers ; il primo di essi però si poteva escludere .

Si trattava infatti di Timescape, il quale, come tutti sapranno, aveva già combinato abbastanza casini pochi mesi prima ( vedi ‘Twin Phreaks IIÌ ).

 

Inoltre il fatto che il programma funzionasse lo scagionava completamente.

 

Rimaneva il secondo nome: Axe! Perché proprio lui?

Evidente, perché nelle boards degli altri ho il disabled e su Strange Land un ratio di 3/1.

 

Axe! (notate il ‘!’ finale perché ci tiene) era stato anni prima uno dei pionieri del trunk break, ma aveva trascorso troppo tempo a collaudare numeri verdi.

É noto che Italcable usa come segnalazione di dial error un gruppo di 3 toni a 210 decibel, il cui scopo primario é trapanare il timpano allo sciagurato utente per punirlo dell’errore di numerazione.

 

(Chi non avesse mai provato tale esperienza componga, per esempio, il numero 1721077 avendo l’accortezza di tenere il ricevitore a 2 metri dall’ orecchio).

Bene, l’overflow di toni Italcable aveva profondamente compromesso le funzioni cerebrali del soggetto, facendone un pericoloso H / P coder mercenario pronto vendersi al miglior offerente.

 

Constatata la propria incompetenza in campo Assembler, Jettero aveva stipulato un accordo con Axe! : fornitura gratuita di informazioni cool a Strange Land in cambio della programmazione della rete neuronale.

Purtroppo, Strange Land aveva anche un centinaio di Cosysops ed uno di questi era

il noto Hydra.

 

A dispetto del viscido ambiente in cui aveva scelto di vivere, Hydra era un hacker candido e puro e non era riuscito a sopportare la scelta di Axe!, così aveva minacciato di abbandonare la board e di riferire la faccenda al coordinamento H / P :

a questo punto Axe! era stato costretto ad escogitare un sistema per farlo tacere.

 

Non male come lavoro cerebrale di una nottata…

tutti mi guardarono meravigliati, ma il come ci fossi arrivato rimase un mio segreto .

Non avevo fatto altro che sfruttare uno degli incubi ricorrenti di Jettero : quella notte il lamer aveva sognato di essere un outdialer Hayes, così mi ero avvicinato a lui sussurrandogli
“ATS0=1…ATS0=1….” fino a farlo entrare in auto-answer .

In tal modo, era stato lui stesso a rispondere alle mie domande rivelandomi nel sonno i suoi loschi piani.

 

E veniamo al seguito della faccenda…

come tutti sanno il mitico cosysop Hydra si occupava anche di quell’area della board contenente Japanese Warez, GIF e menate simili  (-6-); per Axe! era stato facile quindi mettere online un’immagine digitalizzata di Direct spacciandola come GIF di Lamù e chiedere a Hydra di downloadarla e di dare un’occhiata.

Il risultato era stato tremendo: reset di tipo cold delle funzioni mentali.

 

Da quel momento in poi, tutta l’ attenzione del gruppo fu spostata verso Hydra: doveva guarire a tutti i costi.

L’ “effetto lamer”, cioé l’impatto con le fesserie partorite da Jettero & soci, permetteva di ottenere notevoli successi in tutti i casi di catalessi più o meno profonda; in genere pochi secondi di terapia provocavano il risveglio immediato del paziente.

 

Tuttavia Hydra era già stato sottoposto al trattamento qualche tempo prima ( vedi ‘ Twin Phreaks II ‘ ) ed il rischio di overdose era troppo alto.

 

Come al solito, il mitico Adventure Seeker sfoderò il suo competente parere : il ragazzo aveva bisogno di distrarsi e divertirsi per dimenticare la terribile esperienza .

Hydra era un noto sportivo : nelle giornate di pioggia si dedicava al surf approfittando dell’ acqua sporca gocciolante dagli scarichi pluviali, che increspava delicatamente i liquami fognari dando origine ad un’ allegra moltitudine di putride onde.

 Poche ore dopo si scatenò un vero diluvio, e l’occasione fu colta al volo: “Vai, divertiti e torna come nuovo” gli raccomandai.

Come sempre ( esami universitari a parte ) Adventure Seeker aveva fatto centro: Hydra superò lo choc e ritornò poche ore dopo pronto a guidarci nei meandri del sottosuolo.

 

- Storm aveva deciso di giocare un’altra delle numerose carte ancora a sua disposizione: dopo aver fatto incetta di nuove e riservatissime NUI avrebbe provocato la chiusura dei più noti codici di accesso.

In tal modo egli sarebbe stato in grado di autorizzare o revocare accessi alla rete telematica pubblica mondiale ; il suo potere cresceva di giorno in giorno trasformandosi in qualcosa di terrificante.

 

Consigliammo ai lamers l’uso dell’ASCII-Capture durante i collegamenti con gli informatori ; purtroppo a elementi come Shock Waves, che da due anni cercava il tasto di Escape, l’uso della menu bar era un campo precluso .

 

Innanzitutto si poneva il problema del mouse : come distinguere il ‘left’ dal ‘right button’?  Un’impresa sovraumana, anzi sovraloozer : per rimediare Jettero aveva pensato di scrivere sui suddetti tasti ‘LEFT’ e ‘RIGHT’, poi il progetto era stato abbandonato per la difficoltà di insegnare a leggere a Vegamaster.

Come secondo tentativo, l’individuo aveva partorito l’idea di colorare di rosso il bottone sinistro e di blu il destro, ma ciò avrebbe costretto la mente di Vegamaster a formulare due corrispondenze biunivoche: ‘Rosso = Left ; Blu = Right’, il che sconfinava nell’assurdo.

 

Così era stato concepito un nuovo metodo di capture : Jettero collegava un registratore alla linea telefonica e poi trascorreva sei giorni a riconoscere i caratteri ASCII nelle modulazioni del carrier.

 

Qualcuno dei presenti aveva cercato di azzardare un commento, ma Mr.Heller l’aveva stroncato : “Sarò un grande Sysop come il mio idolo, AyrtonSenna”, questo perché il fanciullo credeva che il titolo mondiale di F1 fosse il premio per l’operatore AmiExpress che trascorreva più tempo in chat con gli utenti.

 (-7-)

- La spedizione nel sottosuolo fu fissata per l’indomani ; quella stessa

notte Storm uccise la NK4QKJ7 .

“Maledetto” si sfogò The Brain “pagherai anche questa !” .

In onore della defunta fu scritto un solenne necrologio che annunciava al mondo l’imminente ora della riscossa: The Brain ricordò con toccanti parole l’ultimo handshake in cui aveva utilizzato la magica NUI, e tutti furono commossi…

anche Vegamaster, il quale credeva fermamente che l’ handshake fosse una sorta di frullato tipico dei Fast Food disponibile nei gusti vaniglia, cioccolato e variegato amarena.

 

Per trascorrere la serata provammo a scegliere una videocassetta ; Jettero non le etichettava mai ed ogni volta tentava di riconoscere il contenuto guardando controluce il nastro magnetico alla ricerca dei fotogrammi, per cui la ricerca fu un vero dramma.

Dopo molte discussoni riuscimmo a decidere il film, ma era destino che la serata degenerasse.

Dopo 15 secondi di visione infatti Shock Waves sparò la sua : “Jettero…e sul lato B della cassetta cosa c’é?” e The Brain non riusci più a trattenersi dal rompergliela sul cranio.

“Ok ragazzi, tutti a nanna” proclamai “Shock Waves, per punizione dovrai calcolare entro l’alba quanti pixels ci sono in una IFF 320 x 200″.

 

La domanda, elementare per una mente normale, fu una vera tortura per il lamer : le moltiplicazioni erano territorio sconosciuto per lui, così fu costretto a caricare una demo 320 x 200 in DPaint e a contare i punti uno per uno attraverso l’opzione Zoom.

 

Quanto a noi…

beh, ci meritavamo il giusto riposo : la giornata che ci attendeva avrebbe consegnato i nostri nomi alla storia, o forse li avrebbe cancellati per sempre.

 

 

(-6-)  Immagini elettroniche tratte da disegni animati giapponesi, esistono banche dati specializzate in questi files.

(-7-)  Nel sistema Amiexpress, il modo ‘chat’ tra sysop e utente collegato si attiva con il tasto F1.

 

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