TWIN PHREAKS IV: Balla coi loozers
CAPITOLO SECONDO: La rivincita dei lamers
- La notizia di una nuova NUI 1421 si sparse con rapidità, ed insieme ad essa giunse anche la sciagurata conferma dell’identità del proprietario, anzi… dei proprietari.
Durante i lunghi giorni di assenza, i loozers avevano costituito un loro proprio gruppo, violando apertamente il noto articolo del codice degli hackers che proibiva l’associazione di stampo lameroso.
Da un luogo sconosciuto, essi comunicavano con il mondo tramite
la board di Shock Waves, controllata a distanza.
Iniziarono con Shaolin : in cambio dell’ambita NUI l’infame Vegamaster lo convinse a trasformare il suo sistema in un nuovo Node per Jettero e soci.
Vegamaster era un pericoloso malato di mente : la sua ultima geniale idea era stata quella di modificare la sua stampante interfacciandola con la Pastamatic della madre.
Ora era in grado di utilizzare sia modulo continuo, sia fogli singoli, sia impasti di acqua e farina; in quest’ultimo modo ( gestito dal Simac.device ) il rullo di trascinamento della printer produceva lasagne e tagliatelle, eventualmente arricchite con caratteri ANSI.
Era imminente, si diceva, l’uscita del driver per i ravioli.
Il clamore suscitato dal vergognoso tradimento provocò il deleting di Shaolin in svariate elite boards, tuttavia il suo account ricomparve presto presso Lethal Zone quando Rave decise di concedere a Jettero & Shock Waves la gestione del BBS in cambio di costante rifornimento di cardz.
Purtroppo, la sua scelta fu ben presto imitata da molti Sysops ed i maledetti loozers ottennero il controllo di parecchie boards in cambio di notevoli quantità di informazioni cool.
Dove e come se le procurassero rimase tuttavia un mistero per tutti.
Frattanto, tra coloro che si erano salvati dalla lamer-contaminazione, la vita scorreva fin troppo tranquilla.
Timescape, pagato il suo debito verso l’eletta società degli hackers e finalmente guarito dal terribile morbo che l’aveva colpito tempo prima era ritornato nella sua casetta in riva al mare per prepararsi all’ imminente esame a cui doveva essere sottoposto :
il consiglio dei Sommi SysOps avrebbe deciso in merito alla sua riammissione nell’elite H/P.
In compenso aveva sviluppato una strana sindrome di box-dipendenza che l’ aveva lentamente portato all’incapacità di parlare normalmente.
Anche con l’interlocutore a 50 cm di distanza, Timescape non era in grado di formulare frasi più lunghe di 15 parole ed inseriva regolarmente una pausa di 0.4 sec. alla fine di esse. (3)
Adventure Seeker, dimesso dall’ospedale psichiatrico ma sempre prigioniero del Politecnico, era invece finalmente riuscito a strappare un 30 in Geometria.
Alla domanda: “Indicare l’esatta definizione per ‘insieme di rette parallele tra loro giacienti nello stesso pianò” aveva risposto : “Tracciato dell’encefalogramma di Jettero”.
The Brain, a dispetto delle previsioni, era riuscito a compiere due imprese eccezionali : 1) essere ancora vivo (il che già di per sé costituiva un caso clinico senza precedenti) ; 2) essere riuscito a peggiorare ulteriormente la qualità della sua esistenza.
Grazie a quest’ultimo punto, egli ora godeva ottima salute: neppure il virus HIV infatti era riuscito a sopravvivere all’interno del suo repellente organismo.
- La prima fu Illusion ; scomparve nello spazio di poche ore con tutti i suoi Gigabytes di dati.
Un amaro messaggio accolse Alphabit al suo risveglio: “Questo é solo un avvertimento”.
Ma i Chronos non fecero neppure in tempo ad organizzare la spedizione punitiva: furono i lamers a farsi vivi, dopo mesi di latitanza, completamente sconvolti.
Da quello sciagurato giorno in cui avevo conosciuto Jettero Heller, ne avevo viste di tutti i colori: una volta H. D. Case gli spiegò che, per essere cool, avrebbe dovuto procurarsi gli ultimi tipi di box: Jettero ordinò mezzo catalogo Chicco poi si presentò alla riunione degli hackers vantandosi: “Voi avete solo box, io anche tre lettini e due fasciatoi”.
I loozers avevano poca voglia di raccontarci gli avvenimenti degli ultimi mesi…
sembravano solo molto impauriti ; inoltre, Vegamaster li aveva severamente minacciati : per anni i SysOps avevano spaventato centinaia di utenti con la frase: “Attento…ti deleto dalla mia board”.
Bene, Vegamaster con qualche piccola modifica alla stessa proposizione ne aveva fatto un’arma ben più terribile.
Lui, per convincere la gente, diceva: “Attento… ti concedo l’accesso alla mia board !!”, il che per qualsiasi individuo rappresentava il crollo totale quanto a immagine pubblica.
Ma Alphabit, che non era intenzionato a scherzare, disponeva di un estremo mezzo di persuasione: “Adesso guardiamo tutti insieme gli effetti grafici di Final Bit BBS” dichiarò.
E a questo punto lo pseudo-gruppo scoprì improvvisamente di avere molte, molte cose da narrare.
Quale spaventosa idea era venuta questa volta alla luce nel cervello del lamerpatico (lamer + psicopatico) Jettero?
Egli aveva progettato e realizzato nientemeno che la prima vera rete neuronale al mondo !
Ora, tutti sanno cosa sono tali strutture, ma dato che il racconto lo deve leggere anche Pitagora mi tocca spiegarlo.
La teoria della rete neuronale prevede che il computer impari direttamente dal mondo esterno, sviluppi una sua propria esperienza dialogando con altri elementi uguali collegati in network e sia successivamente in grado di prendere decisioni
autonome.
Il potente strumento, creato con la collaborazione degli altri, avrebbe dovuto essere, almeno nelle intenzioni originali, un mezzo per cessare finalmente di essere considerati entità inutili ( se non dannose ) nel mondo delle telecomunicazioni .
In fondo stiamo parlando di gente come Shock Waves, che d’inverno iniettava Paraflù nel cavo seriale affinché non si congelassero i segnali RTS / CTS.(Egli era inoltre l’autore della
nota ‘teoria della doppia bluebox’: a toni per le linee elettroniche e in pulse per le linee analogiche)(4)
Jettero Heller aveva scelto come HQ per il gruppetto di esseri insignificanti un vecchio sotterraneo abbandonato ; lì, pezzo dopo pezzo, aveva assemblato il primo prototipo di intelligenza artificiale.
Il programma principale? Hacking, ovviamente…un’applicazione che sembrava fatta apposta per sfruttare al meglio una rete neuronale : questo tipo di struttura infatti può elaborare algoritmi eccezionalmente complessi e cicli di scan velocissimi; la macchina avrebbe così fornito ai fanciulli centinaia di informazioni cool che essi avrebbero immediatamente spacciato come proprie, acquistando così fama, potere e denaro.
Ma una rete neuronale ha il potere di evolversi : é in pratica come un organismo che cresce.
Poteva dunque ( per quanto artificiale era sempre una forma di intelligenza ) accettare di prendere ordini dai megalamers a lungo??
Poche settimane erano bastate perché la creatura di Jettero,acquisita una propria capacità decisionale, si rivoltasse contro il suo inventore : in fondo la componente umana ( “umana” per modo di dire ) non era indispensabile; il supercomputer avrebbe potuto benissimo accrescere a dismisura la propria potenza e dominare il mondo.
E così fece.
(3)Uno dei difetti dell’uso di linee intercontinentali é l’impossibilità, in alcuni casi, di parlare contemporaneamente. Se questo si verifica, gli interlocutori utilizzano frasi brevi terminate da piccole pause, riuscendo così ad alternarsi agevolmente.
(4)Incredibile assurdità di quel lamer di Shock Waves, che ha confuso il dialogo tra centrali telefoniche (che avviene sempre tramite toni) con i metodi usati dall’utente per comporre il numero (meccanicamente o, appunto, a toni). L’episodio é purtroppo rigorosamente autentico.


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