TWIN PHREAKS IV: Balla coi loozers
CAPITOLO PRIMO: Poker di lamers
- La notizia dell’incriminazione di alcuni pirati del software per associazione a delinquere era stata recepita come un pessimo segnale tra gli operatori dei Sistemi Privati farciti di software copiato.
Molti proprietari di BBS non erano più disposti a correre pericolosi rischi ed avevano abbandonato il campo; ne avevano approfittato i soliti pseudo-SysOps nel tentativo di rastrellare qualche utente per riempire alcune sottospecie di BBS.
Dopo mesi e mesi passati cercando di convincere la vecchia nonna malata ad includerlo nel testamento, Shock Waves aveva raggiunto lo scopo ed era passato alla seconda fase: eliminazione fisica della suddetta.
Era bastato leggerle il nuovo algoritmo Itapac 1421 da lui partorito, ad una certa età ridere sguaiatamente per 90 minuti consecutivi diventa molto pericoloso.
E dire che il loozer credeva veramente nelle sue capacità di coder: in fondo con quello scanner c’erano ben 12 possibilità su 100 di trovare una NUI valida entro tre milioni di anni.
Grazie all’eredità, Shock Waves aveva creato il suo sistema privato telematico, il quale dalle 23 alle 7 del mattino, solo nei giorni dispari, quando la temperatura esterna superava gli 11.
65 °C, se il livello di monossido di carbonio nell’aria non eccedeva i 100 microgrammi per litro, ammesso che l’elettricità statica atmosferica fosse mediamente normale, ogni tanto si degnava anche di funzionare, o per lo meno sbrodolava sul terminale qualche manciata di caratteri ANSI volgarmente dichiarati ‘logon screen’.
Data la smisurata esperienza del bimbo, la board era stata affidata per il 97% circa a quegli esseri comunemente detti ‘collaboratori esterni’ ed il cui ruolo principale consiste nel mandare a farfalle il sistema se proprio il SysOp, nonostante gli sforzi, quel giorno non riesce a sfasciare nulla.
Vale la pena di spendere un capitolo nella descrizione della maledetta board che sconvolse il mondo…
Eccone i dettagli:
- L’hard disk, spacciato come 300 Mega SCSI, era in realtà un 20 Mb recuperato da uno zio nei sotterranei dell’azienda dove egli lavorava e dove l’apparecchio giaceva dal 1953 .
Raffreddato da una ventola turbodiesel,emetteva un rumore pari a 125 decibel circa, ma funzionava anche come caldaia per l’intero condominio, pertanto l’Amministrazione ne aveva concesso l’uso al fanciullo purché non usasse DMS dopo le ore 21.
Per giorni e giorni decine di studenti di informatica chiesero a Shock Waves di poter vedere con il loro occhi l’unico HD a 37 pollici della storia.
- Il monitor era stato una vera occasione : sconto del 75% per un paio di impercettibili difetti…
non visualizzava il verde e sostituiva per ragioni sconosciute il blu con il rosa.
- Computer: somigliava vagamente ad un Sega Megadrive, ma la premiata ditta Carmine Santuzzo aveva assicurato all’acquirente che si trattava in realtà dell’unico modello sperimentale di 80786 (332 MHz) ad elio liquido esistente in Italia.
Dopo 36 giorni di tentata programmazione, qualcuno riscoprì il magico A3000 ed AmiExpress riprese a rollare.
- Memoria RAM: secondo il noto postulato del multitasking, per gestire in modo ottimale un BBS occorre un numero di task sempre superiore di 1 a quello necessario per inchiodare il computer.
Pertanto, in base alla RAM le boards si dividono in due categorie : dove la memoria é scarsa esse entreranno in crash per il collasso dello stack, dove la memoria abbonda invece entreranno sicuramente in crash perché il SysOp, esaltato dall’immensa RAM disponibile, non potrà fare a meno di aprire 3427 tasks.
Nel nostro caso, il sistema apparteneva eccezionalmente ad entrambe le classi : aveva infatti una scarsa memoria centrale integrata da un SysOp incapace.
- Dual Standard : questo per fortuna era un autentico US Robotics, gentilmente offerto dagli abitanti del palazzo di fronte a condizione che Shock Lames smettesse di piangere di notte, tenendo sveglio l’intero quartiere e singhiozzando disperatamente il suo desiderio di un modem.
- Stampante: a getto d’inchiostro.
Nel senso che ne gettava dovunque tranne che sulla carta.
Fu subito rivenduta ad un imbianchino.
- Al momento dell’assemblaggio, Shock Waves aveva sfoderato puntualmente l’arma segreta, un vero esperto conosciuto in BBS: Gio 71.
L’individuo era una vera maledizione vivente, sempre prodigo di gentili consigli del tipo : “Quest’interfaccia l’aveva usata anche un amico di mio cugino ed é morto folgorato” oppure: “Bello questo monitor, ma lo sai che in un caso su 4 milioni il trasformatore di riga esplode e ti incendia la casa?”
D’altronde in una board loozer non avrebbe potuto esistere un collaboratore cool, sarebbe stato in contrasto con l’assioma “Chi va con il lamer impara a lamerare”.
Grazie alla sua cultura elettronica, Gio 71 aveva immediatamente effettuato la revisione del cablaggio : la prima modifica aveva eliminato in un colpo entrambi i CIA, la seconda aveva ucciso Paula .
Tuttavia dopo 25 giorni di tentativi, lo sciagurato sistema di collegamento periferiche era stato completato.
Poco importava se il cavetto del modem, schermato in modo ineccepibile, consentiva di captare Radio Dimensione Suono attraverso lo speaker; la board era pronta a funzionare, mancava solo l’elemento più terrificante: il Cosysop.
Un nome…
un nome solo…
infatti furono due: Vegamaster e Jettero Heller.
Con questo il poker era davvero completo.
Vegamaster usciva da quel periodo dell’adolescenza denominato “crisi da chat” ; in realtà anagraficamente aveva 26 anni, ma era biologicamente fermo a 15.
Chiuso nella sua stanza con l’unico telefono di casa, si era collegato a Itapac grazie ad una nota NUI, che festeggiava il suo decimo anno di vita.(2)
Dopo 16 giorni, stremato dalla fame ( per dissetarsi aveva raccolto acqua piovana in una ciotola sul davanzale ), si era finalmente riaffacciato al mondo esterno.
Risultato delle 384 ore di chat: 12 diottrie complessive in meno, licenziamento per prolungata assenza ingiustificata, esaurimento nervoso, e dulcis in fundo mega-bolletta telefonica arricchita da chiamate dirette in USA (della serie: il carding, questo sconosciuto).
La NUI di Itapac l’aveva ottenuta grazie ad un contratto con The Brain, impegnandosi a lavare l’auto di quest’ultimo tutte le domeniche ; la prima connessione era stata un vero problema, poi per fortuna il suo cane gli aveva spiegato la procedura.
Adesso, Vegamaster conosceva anche la NUA di QSD e ciò gli era bastato per autodefinirsi ‘hacker’ e per sentire la necessità di un nuovo alias.
Ecco il perché del secondo pseudo: ‘Guile’,considerato che ormai nessuno al mondo pronunciava più la parola ‘Sirio’ ( per disgusto fisico ) e ‘ Vegamaster ‘ era da tempo stato deformato in ‘ Vegalamer ‘.
Jettero Heller lo conosciamo tutti…
frequentava l’Università guadagnandosi da vivere presso la facoltà di medicina, dove veniva pagato come soggetto di studio: i biologi infatti si stavano chiedendo come potesse sussistere una forma di vita con un simile infimo numero di connessioni tra neuroni .
Non per nulla il suo cervello era stato soprannominato ‘ENIAC’.
Tutti sapranno che ‘ENIAC’ era il nome del primo computer a valvole, del 1947, che passò alla storia soprattutto per il ritmo con cui bruciava le suddette valvole : una ogni due minuti; bene, Jettero bruciava una cellula nervosa ogni due secondi .
In realtà tra lui e ENIAC restava una grossa differenza: nel caso del calcolatore, le valvole bruciate venivano sostituite !
Si svegliò verso mezzogiorno ( praticamente l’alba per lui ), consumò la colazione, si lavò ( poco e male ), si vestì ( orrendamente ) e si precipitò a controllare l’efficienza della sua potente auto.
Dopo pochi minuti il quartiere fu scosso da un urlo lacerante : “Mi hanno fregato il motore !!”.
Ripeté la frase finché un vicino di casa, pietosamente, lo informò di come quello che avesse aperto fosse il bagagliaio e non il cofano .
Constatato l’errore, il fanciullo balzò in macchina e fece un lungo giro in periferia dove prelevò i peggiori tra i superlamers
di Twin Phreaks.
Sparirono nel nulla, come inghiottiti da Burglar.
Passarono i giorni e diventarono settimane, ed infine mesi.
Alla gioia dei primi momenti per la scomparsa del popolo dei loozers, si aggiunse un diffuso sentimento di angoscia, come se qualcosa di molto grave fosse imminente.
E quella stessa sera il presentimento si trasformò in una terribile realtà.
(2) La necessità fisiologica di 10 ore di chat al giorno é tipica di ogni novellino nel campo delle comunicazioni via modem.


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