Star Trek XI, due impressioni a confronto
Star Trek Ultimate
Sinceramente mi chiedo: c’era proprio bisogno di una linea temporale alternativa per riproporre Star Trek al cinema?
La storia del nuovo film di Star Trek ruota attorno ai viaggi nel tempo, tema a dire il vero tanto classico quanto abusato, ed infine ad un misterioso cattivo sbucato fuori dal nulla apposta per cambiare la vita di Kirk, Spock,dell’equipaggio dell’Enterprise e dell’intera razza dei vulcaniani. Dopo aver smontato il film nella mia mente, ho provato a rintracciarne i pregi, che posso riassumente in tre punti appena: 1) effetti speciali spettacolari, davvero magnifici; 2) precisione del meccanismo narrativo,intendo la coerenza della storia e il tentativo di far combaciare tutti i pezzi della trama, e la incisività di alcuni dialoghi nel portare ad espressione i sentimenti segreti dei personaggi; 3) alcuni buoni personaggi davvero in ruolo, perlopiù ottimi i comprimari, meno quelli principali.
Con questi punti si esauriscono tutti i pregi.
Per tutto il resto mancano tutti gli elementi che mi hanno reso un trekkers.
Andiamo però con ordine, alla fine dirò quali elementi mancano, ma non prima di aver esaminato alcuni particolari che mi son venuti in mente leggendo diverse recensioni del film.
La prima cosa che si nota è che questo film è un test il cui scopo evidente è quello di verificare le reazioni del pubblico e dei fan. Nel mettere da parte 40 anni e oltre di Star Trek scegliendo una linea temporale alternativa, scelta copiata da Terminator Sarah Connor Chronicles, con la differenza che per terminator è stata una scelta obbligata per riprendere la storia dopo la defezione di Schwarzenegger, si è presa la precauzione di scegliere un periodo non raccontato dalla serie ufficiale per avere, come tentato ma senza successo da Enterprise, le mani libere dalla tradizione di Star Trek e dalla sua formula. La linea temporale alternativa serve per tacitare il fan con l’artificio logico della trovata dell’universo parallelo, per cui, si argomenta da più parti, Star Trek come lo conosciamo è ancora vivo nella linea temporale originale. Questo argomento è anche la foglia di fico di Abrams e dei produttori: un mero sotterfugio per non allontanare i fan più preparati, e contemporaneamente conquistarne di nuovi. Un espediente senza dubbio utile, ma nondimeno un espediente, perfino banale, una coperta di Linus consolatoria. Star Trek sarà anche vivo nella linea temporale corretta, ma, come Rose di Doctor Who, è ormai perso, irraggiungibile, morto nel tempo, cancellato dai “nuovi eroi”. La bellezza della storia poi è una semplice illusione creata dal montaggio serrato e dagli effetti speciali, perché pur non essendo brutta, la trama è però priva di interesse e di mordente. Se non ne siete convinti fatte un esperimento: cambiate i nomi dei personaggi, levate il marchio Star Trek, cancellate l’Enterprise, scoprirete che in fondo è una storia che sa di già visto, quasi un luogo comune della fantascienza, abilmente nascosto dal marchio Star Trek e dall’esplicito citazionismo diAbrams.
Nero è un cattivo alla Fu Manchu, stereotipato e privo di forza, è Shinzon senza la sofferenza dell’essere un clone, è Khan senza la perdita della moglie e senza gli anni di privazioni di Ceti Alpha 5, è insomma un personaggio a due dimensioni. Lui e l’anomalia spazio temporale sono il Deus Ex Machina di cui Abrams ha bisogno per fare a modo suo. Non hanno altre spiegazioni e necessità se non la loro utilità per il regista, perciò sono scontati e banali. Cechov è una macchietta umoristica utile solo per il momento divertente, così anche Scott. Approposito che cavolo ci fanno in una astronave delle condotte d’acqua? E forse il tentativo di strapparci quattro risate a buon mercato?
Spock il Vecchio è l’ombra triste di sé stesso, dispensa al giovane Spock “perle di saggezza” importanti perché mostrano l’equilibrio che il vecchio vulcaniano ha finalmente raggiunto tra le sue due nature, ma sono anche un frutto dell’età matura, della vecchiaia, di una vita intera, ovvero sono inapplicabili senza la ricchezza di esperienze che Spock il Vecchio può vantare e di certo non possono essere seguire pedissequamente da Spock il Giovane; sembrano la scusa per presentarci uno Spock più umano,anzi alternativo,così si giustifica tutto.
La distruzione di Vulcano è il segno più evidente del tentativo di Abrams di fare a pezzi Star Trek per rimontarlo a piacere. Vulcano e i vulcaniani sono di più di un semplice popolo e pianeta di Star Trek: sono l’occhio alieno della serie, la voce della coscienza dell’umanità se volete, oppure il paragone di confronto per la razza umana, sono l’Altro in Star Trek. Oh, certo, far fuori Vulcano rende Spock unico, con tutto il tormento annesso – della serie sono l’Ultimo della mia razza – inoltre mette i vulcaniani fuori dalle palle per non prendersi la fatica di gestirli, cosa con cui si è scontrata Enterprise. Star Trek Ultimante, ovvero quello che la Marvel ha fatto per le sue serie dopo il 2001 nel tentativo di svecchiarle: riscrivere tutto per contentare un pubblico troppo giovane e distratto.
Che cosa manca a St XII? Manca ciò che mi ha reso un fan della serie: manca la capacità di interrogarsi sulle conseguenze delle proprie azioni, sulla giustezza delle proprie ragioni in rapporto a quelle degli altri, alieni di culture lontane e distanti o umani che siano, manca la tensione tra il dovere e il fare le cosa giusta secondo la propria coscienza. Star Trek è speciale per queste cose, privarlo di questi elementi significa renderlo insignificante.
Giuseppe Ruiu
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Ajò ,finalmente riusciamo a scriverci…
Da ora in poi ,ogni volta che sarò in rete,
non mancherò di passare a salutarti…
ajò,appena posso che finiscono gli incasinamenti
zi vidimmu,pa magnà su porceddu:)))
Carla
azzzz. mi è uscita la faccia verde…
ma si vede così tanto che sto male?
hahahahhahahahaha