TWIN PHREAKS III : Alla ricerca di SCSI
CAPITOLO QUARTO
L’ultimo viaggio
Effettuare un nuovo e risolutivo viaggio nel tempo era un’impresa difficile anche per noi, tali erano i danni creati da quei tre sciagurati.
Purtroppo Jettero, lamer per definizione, aveva la necessità fisica di combinare una boiata ogni 18 minuti; la fesseria definitiva l’aveva fatta nel misero tentativo di nasconderci la sua scoperta ,occultando il df1: modificato come cronotraslatore nel frigorifero.
Ovviamente ciò era accaduto prima della riunione, quando ancora lui e The Brain avevano sperato di poterci tenere all’oscuro dei fatti. Pazzi !
Avevano forse dimenticato l’esistenza di Burglar ?
Burglar era il più attraente degli hackers, nel senso che data la sua massa attraeva gli oggetti.
Forse nel Grande Disegno dell’Universo, egli avrebbe dovuto essere un pianeta e non un essere vivente, ma qualcosa era andato storto.
Per quel bimbo veniva prima il cibo, poi tutte le cose di importanza secondaria, come ad esempio respirare.
Così , dopo meno di venti secondi di riunione, il suo radar alimentare incorporato aveva captato la presenza del frigorifero di Jettero; il saccheggio era stato immediato, la fogna vivente non usava più nemmeno la bocca: si avvicinava al cibo e lo inglobava.
Rovina e lutto!
La nostra unica possibilità di salvare gli amici era stata fagocitata da quell’essere.
“Fateglielo sputare !” urlò The Brain “mi hai rovinato, sciagurato !!”
Per nostra fortuna intervenne Hydra, l’esperto in fatto di prodotti di scarico organici o meno: Jettero il computer non lo sapeva usare, tuttavia come grafico scarabocchiava in modo quasi decente; si era specializzato in corpi femminili, che realizzava ottimamente in ogni dettaglio eccetto quelli normalmente non esposti, per i quali mostrava spaventose lacune.
Hydra gli chiese dunque di disegnare in modo somigliante il volto di Sirio.
Sirio (Guile) era decisamente la nostra arma segreta, da tirare fuori ogni qualvolta occorresse uno choc basato sul disgusto: era troppo loozer !
Neppure Jettero stesso era mai sceso a livelli così bassi.
Un giorno, preso dallo sconforto, aveva chiesto a sé stesso: “Chi é l’utente più cool della board ?” indi aveva alzato il telefono per appagarsi sentendosi rispondere: “Tuuu…tuuu…tuuu…”.
Ebbene, per la prima volta nella storia delle telecomunicazioni si era udito il tono di centrale: “Tunoperché seilameeeer…tunoperché seilameeeer…”.
In tutti questi anni era stato disprezzato dagli uomini, dalle donne e da Shock Waves.
Ragazze ? Ma quando mai… persino Paula e Denise, all’interno del suo Amiga, in realtà erano dei travestiti. Perché elaborassero i dati, doveva pagarli.
All’inizio Jettero si era rifiutato di insultare il suo monitor costringendolo a visualizzare tale immagine, poi H.D. Case l’aveva convinto.
“Anche tu potrai avere la magica Scatola Blu”, gli aveva spiegato Case sapendo che Jettero Heller non era mai riuscito in tutta la vita a scroccare una telefonata.
Bisogna capire che ormai il quasiforsehacker non solo aveva toccato il fondo, ma si era messo a scavare per cadere ancora più in basso.
Dopo aver chiamato At&T, non aveva neppure il tempo di dire “Please dial…”.
L’operatrice gli rispondeva in italiano: “Ma insomma, Jettero… piantala con questi numeri di carta provati a caso! Qui stiamo lavorando!”
Quanto al boxing, c’era poco di cui discutere quando una persona era fermamente convinta di come il parametro “lunghezza d’onda” fosse riferito alle mareggiate.
L’ammasso di pixel rappresentante il volto di Sirio aveva preso lentamente forma, e la luminanza del monitor era sufficiente a provocare malori a sette metri di distanza.
Ci allontanammo tutti dalla stanza, tranne la vittima (Burglar) e Jettero che risultava immune.
Era fatta: la sfera vivente restituì alla luce del giorno il dispositivo deglutito, insieme ad altro materiale organico che immediatamente riciclò reimmettendolo nel suo apparato digerente.
Ora si poteva veramente iniziare a lavorare sul viaggio risolutivo.
L’asteroide umano si autoproclamò capo della spedizione ed iniziò la scelta dei componenti l’equipaggio dei viaggiatori del tempo.
Sinceramente, era forse lui stesso il meno indicato per un balzo cronologico.
Avremmo preferito qualcosa di meno ingombrante da trasportare, per esempio l’intera popolazione dell’Australia.
Comunque, i prescelti furono (oltre a me, ovviamente): H.D. Case e Hydra.
Purtroppo, i liquami circolanti nell’apparato digerente di Burglar (sembra che, al posto della bile, il fegato sintetizzasse acido nitrico) avevano avviato un irrimediabile processo di corrosione del diabolico df1: di Jettero.
Come tutti i presenti ben sapevano, le invenzioni helleriane risultavano incomprensibili al resto del genere umano, e lui non era assolutamente in grado di ricordare lo pseudocriterio con il quale aveva assemblato i componenti: pare che li buttasse in aria a manciate per poi saldarli nel punto della scheda dov’erano ricaduti.
Comprendevamo tutti come il destino ci concedesse una sola ed ultima opportunità : l’ultimo viaggio a ritroso nel tempo avrebbe dovuto cancellare gli errori commessi da quei lamers, oppure confermarli per sempre.
La porta si spalancò ed entrò Timescape, già dimesso dall’ospedale.
Aveva hackerato il reparto di terapia intensiva rieditando i tracciati di tutti i pazienti con DPaint 4, e facendo così risultare 380 pulsazioni cardiache al minuto al suo compagno di stanza: un novantenne in coma diabetico.
Così , avevano deciso di liberarsene al più presto.
“Fermi tutti” urlò. “Nessuno dovrà più ricordarsi di SCSI. Io, solo io ho creato la bluebox”.
Aveva lo sguardo fisso e allucinato, sembrava The Brain all’uscita della discoteca.
“Non muovetevi, o vi leggo i Bulletins del BBS di Shock Waves!”.
Nessuno fiatò: da quando l’odiato ex utente aveva aperto la sua miserabile board, giravano voci terrificanti.
Si era fatto installare due linee e due HST per potersi chiamare da sé , indi si era registrato con 134 nomi diversi onde dare l’impressione di una board piena di utenti.
Come risultato si mandava messaggi da solo, discuteva,litigava e si autodeletava; si raccontava inoltre che negli ultimi tempi saltasse da un terminale all’altro per riuscire a chattare con sé stesso.
La schermata più intelligente riportava la scritta: “Per riuscire a collegarvi, downloadate il software di telecomunicazione”, ma nessuno aveva mai avuto il coraggio di leggere i Bulletins.
La minaccia di Timescape fu presa sul serio, e tutti restarono immobili anche quando quel maledetto strappò dalle mani di Hydra il traslatore temporale. Pochi secondi, ed era già fuggito.
Impiegammo diversi minuti per riprenderci dallo choc, ora quell’infame poteva essere dovunque, e con lui le nostre speranze di salvare The Brain e ricondurre SCSI sulla giusta strada del phreaking.
Avvisammo immediatamente per via telematica ogni hacker disponibile, perché ci segnalasse tempestivamente eventuali notizie sul maledetto Lamescape.
Jettero rimase molto sorpreso vedendoci usare il suo modem: lui non riusciva a collegarsi da mesi!
Secondo le sue cognizioni, l’apparecchio non funzionava per problemi di statica; in realtà teorizzammo che i delicati circuiti fossero allergici alla sua presenza fisica: non per nulla quando era Heller ad usarlo, lo speaker emetteva una pernacchia al posto della portante.
(4)
Pare inoltre che negli ultimi giorni il ribelle strumento avesse iniziato a sputare diodi e condensatori negli occhi del ragazzo, facendo allegramente lampeggiare la fila di LED ogni volta che colpiva in pieno la pupilla.
Anche questa volta il loozer commise l’errore di avvicinarsi troppo a quello che era stato un tempo il suo fedele modem: l’oggetto gli diede uno schiaffone con il cavo di alimentazione, e Jettero fu costretto a ricorrere all’armadietto dei medicinali per curare i danni.
Quel gesto fu la nostra salvezza; nel mobile, infatti, il bimbo conservava anche i certificati medici che ufficializzavano i suoi malanni fisici e mentali, e questo mi illuminò la mente…
mi ero ricordato un particolare d’importanza vitale: Timescape non poteva saperlo ma si era rovinato con le sue stesse mani.
Saprete tutti che i componenti elettronici semplici vengono venduti con pins lunghi 34 cm, che poi l’utente provvede a tagliare.
Bene, il giovane Heller (per poterli riciclare in 30 o 40 creazioni) lasciava sporgere dalla piastra i piedini metallici e regolarmente si riempiva di buchi le dita.
Dov’era il problema ?
Jettero era venti volte più pericoloso di un sieropositivo !!
Era infatti l’unico portatore sano (?) al mondo di una pericolosa variante della malaria, la lamaria, o malattia del lamer cronico: bastava un semplice contatto con il sangue infetto per provocare un attacco del male.
Sicuramente Timescape si sarebbe punto con un componente della scheda, e sarebbe stata la sua fine.
(Nota: Burglar, che pure era entrato in contatto fisico con l’oggetto, era immune da qualunque virus o batterio grazie ai suoi megalinfociti del peso di 90g cad.).
Lo incontrammo in chat su QSD, era completamente andato: credeva di essere un sippino.
“Bisogna tracciare la linea” suggerì H.D. Case, e Jettero replicò: “serve un righello ?”
The Brain, mettendo in pratica un mio insegnamento (vedi “Twin Phreaks II”) disattivò il lamer per qualche ora ponendogli il quesito: “Jet, calcola la 7654esima potenza di 1″.
Per fare tutte le moltiplicazioni (1 x 1 x 1 x 1…) egli avrebbe impiegato come minimo 5 ore.
Per fortuna Timescape non era più in grado di intendere né di volere, fu facile capire da dove stava chiamando; in pochi minuti fummo sul posto, il bimbo era entrato con una scusa nell’appartamento di Pier, poi aveva preso in ostaggio la famiglia di questi minacciando in perfetto stile mafioso:”Ora la board é mia! Non provate a reagire o telefonerò a tutti i vostri parenti con le mie sicurissime carte ViaTel !”. (5)
Il formidabile deterrente aveva funzionato, ma ora Timescape non faceva più paura a nessuno: ormai contaminato dal terribile morbo jetterino, stava raggomitolato in un angolo urlando tra le lacrime: “SCSI, ti odio !”
Che triste spettacolo, che fine indegna!
(4) Effettivamente Jettero Heller, per un periodo purtroppo limitato, ebbe problemi con il modem ed imputò per questo l’elettricità statica atmosferica dopo aver colpevolizzato (nell’ordine) il gatto, il colore della moquette, i residui di Chernobyl, il buco nell’ozono, il regime della exGermania Est ed i raggi cosmici.
(5) Timescape é un vero benefattore: grazie al legalissimo uso di tali carte di credito particolarmente affidabili, egli ha garantito a tutti i suoi amici alcuni anni di vitto ed alloggio gratis, a spese dello Stato.



Commenti recenti