Prima di metter le mani addosso…
E ritornano ancora una volta sulle mie frequenze quelli che chiamo i 4 orsacchiotti: i Pooh.
Questa canzone mi è tornata in mente oggi, dopo aver avuto gli effetti di una litigata, furiosa, tra due miei amici per una stupida frase ed un’infelice battuta.
Oggi sto passandolo facendo da tramite e da sfogatoio tra i due, trovandomi in quella situazione di una persona che deve camminare sul filo di una lama in punta di piedi…
Per evitare di essere infilati in un processo per violazione della privacy non cito i loro nomi, sono due dei 10 abituè lettori di questo mio contenitore e ad entrambi suggerisco di leggersi questo testo:
Se un temporale ti ha
fermato sulla strada
in qualche posto
in cui nessuno passa mai.
Se un improvviso arcobaleno
ti fa quasi pensare
che quella è la firma di Dio.
Credo in Dio ma non nella chiesa ma ho sempre visto l’arcobaleno come un evento magico, come un ponte tra i sogni e la realtà…
Ascolta il vento
asciugare l’erba,
senti cantare il sole
ascolta i vecchi che
hanno voglia di ballare
e sopra un ponte
le bugie di un pescatore
e le domande di un bambino
appena nato
che crede a qualunque
risposta gli dai
Ero un pescatore, andavo a pesca con mio padre in mare con il bolentino e talvolta si andava il giorno prima a far granchi e più tardi, al buio con la lampada a carburo, a totani. La mattina si partiva con la barca, il luogo era l’Argentiera, e si pescavano Pagelli, Sarrajne, Donzelle ed altri strani pesci. Le bugie il pescatore che era in me, ne ha raccontate a riva ( avevo sedici anni e mi piaceva far colpo sulle ragazze in spiaggia ).
Ascolta
l’uomo e le sue distanze.
La fame e le speranze
nel primo traffico
dell’aurora
senti nell’aria la primavera
ascolta,guarda,respira,
senti la gente
svegliarsi piano
fare l’amore anche con nessuno
ascolta quello che siamo
quanto odiamo,quanto amiamo
Le distanze sono quelle che noi mettiamo tra le nostre amicizie ed i nostri affetti, magari si arriva a separare una famiglia per un gesto o per un commento. Queste distanze, spesso, è possibile superarle con un “mi dispiace” ma costa e pesa dirlo, perchè ad ascoltarlo siamo pronti tutti
quando lo stadio spegne
i fari e va a dormire
Asolta i sogni
che la gente porta via
se la ragazza fra la
pioggi e il marciapiede
t’insegna la sola
canzone che sa
ascolta l’acqua
e la sua memoria
l’uomo e la sua miseria
ascolta quello che hai
dentro al petto
e che non hai mai detto!
Qui mi sento colpito, colpevole e mi appello alla clemenza della corte perchè potrei scriverci un’enciclopedia con le parole che non ho mai detto, con amizie virtuali bruciate dal mio nero carattere ed una di queste amicizie era importante, lui vive in Veneto ed abbiamo fatto nottate discutendo e collaborando su progetti a scopo benefico e poi, per una stupida incomprensione, ci siamo lasciati un oceano a separarci. A volte vorrei contattare queste persone ma a che prò? La rabbia ed il mio modo di reagire è un etichetta che mi pone ai margini della vita telematica ( di questo, magari, della difficoltà di interagire via web, ne parlerò altrove) ed una caratteristica negativa seppellisce migliaia di lati positivi.
Prima di metter
le mani addosso
a chi ti a solo capito male
ascolta dentro te stesso
senti pregare chi non ci crede
e le poesie di un carabiniere
ascolta,fatti stupire
cambiare,guarire
ascolta quello che hai
dentro al petto
e che non hai mai detto!
E veniamo al messaggio ai miei due amici: Prima di passare ai fatti, e non sul momento, ascoltate, ancora, ancora ed ancora, le parole e vi renderete conto di aver capito male.
Beh … a questo punto quello che dovevo dire l’ho detto e vi lascio al mio prossimo intervento!
A Zent’annos!



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