E' scabroso l'amico studiar…
Oggi è una giornata “strana”, mi sono svegliato pensando alle canzoni che mandavo in radio con un’idea di immaginare uno special, come quelli che facevo in radio, dedicato ad una parola o ad un fatto di cronaca. Poi finisco in ufficio e, come ogni giorno, il controllo di rito al blog (ed agli altri siti) e finisco con l’andare a trovare il blog di uno dei miei amici e cado su questo post .
Ok è fatta, mi sono detto ed ho cominciato a scavare nei ricordi nelle canzoni italiane in cui si parla di amicizie e di inventare una scaletta virtuale in parole senza musica.
Forse ce ne saranno altre, forse son più belle quelle italiane quelle che cito, (il testo completo è accessibile cliccando sul link e perdonatemi eventuali pubblicità improprie) , sono quelle che conosco, che ho sentito e che sento mie.
La parola AMICO è troppo importante per limitarsi a cercarla in un dizionario o per leggerne un tentativo di spiegazione su wikipedia ma oso dire che è il perno fondamentale della nostra vita.
Aristotele nella sua Etica Nicomachea descrive i tre tipi di amicizia
Tre dunque sono le specie di amicizie, come tre sono le specie di qualità suscettibili d’amicizia: e a ciascuna di esse corrisponde un ricambio di amicizia non nascosto. E coloro che si amano reciprocamente si vogliono reciprocamente del bene, riguardo a ciò per cui si amano. Quelli dunque che si amano reciprocamente a causa dell’utile non si amano per se stessi, bensì in quanto deriva loro reciprocamente un qualche bene; similmente anche quelli che si amano a causa del piacere. (…)L’amicizia perfetta è quella dei buoni e dei simili nella virtù. Costoro infatti si vogliono bene reciprocamente in quanto sono buoni, e sono buoni di per sé; e coloro che vogliono bene agli amici proprio per gli amici stessi sono gli autentici amici (infatti essi sono tali di per se stessi e non accidentalmente); quindi la loro amicizia dura finché essi sono buoni, e la virtù è qualcosa di stabile; e ciascuno è buono sia in senso assoluto sia per l’amico. Infatti i buoni sono sia buoni in senso assoluto, sia utili reciprocamente.
(Aristotele, Etica Nicomachea, cit., libro VIII, cap. 3, pp. 196-199).
Quella è una pura e semplice citazione e, personalmente, sono sempre stato contrario a classificare i sentimenti ed i destinatari dei sentimenti e, aggiungo, anche di dare un “peso” ai sentimenti stessi.
Per me l’amico è qualcosa di fondamentale, qualcosa che mi rende libero e non più solo, qualcuno con cui posso confrontarmi e scambiarmi. L’Amore, la compagna della vita, è qualcosa di diverso: non riuscirei mai a dire alla donna che amo qualcosa per paura di ferirla, di farle del male ma ad un amico certe cose le posso dire perché il sentimento è diverso, perché, come dicono i Pooh in amici per sempre
Gli amici ci riaprono gli occhi
ci capiscono meglio di noi
e ti metton davanti agli specchi
anche quando non vuoi.
Per intenderci, se un amico mi dice che ho fatto una cavolata reagisco in maniera diversa rispetto ad un appunto simile fatto dalla mia compagna ( formely know as wife ) forse perché, spesso, amare una persona mette un pesante velo di velluto sugli specchi su cui si vuol far riflettere.
Come già detto non classifico gli amici, il vero amico è quello che non scappa quando sei nei casini, siano essi sentimentali o venali, gli altri sono, come dicesi a Sassari, “compari di tazza”, quelli a cui, quando sei in crisi, non potrai mai chiedere una mano perché, come dice Cocciante in “Per un amico in più” “un amico se lo svegli di notte, è capitato già
esce in pigiama e prende anche le botte… e poi te le rida’…………”
Sempre esaminando quella canzone di Cocciante ci si può riconoscere nella ricerca di amicizie, ricerca selettiva e mirata con precisi sacrifici:
“Non dico che dividerei una montagna
ma andrei a piedi certamente a Bologna
per un amico in più…per un amico in più”
Beh, vivendo in Sardegna sarebbe più facile dividere una montagna, non ho il brevetto di camminamento sulla superficie del mare, ma ho fatto e farò molti sacrifici per avere un amico in più o per mantenere quelli che ho.
La canzone che ritengo descriva al meglio l’amicizia è quella di Renato Zero, brano che si intitola appunto Amico “E, ti ricorderai… Del morbillo e le cazzate, fra di noi!” è la frase che, secondo me focalizza il discorso Amicizia, discorso che, in questo momento sto seguendo come fruitore e non come fornitore. Si, perché talvolta essere amici è anche una forma di egoismo, una forma di gelosia e spesso si perde, per il volerlo troppo, un amico a cui si teneva, lo si perde perché in una notte in cui avevi voglia di sfogarti lui era li con un dolore più grande del tuo ed hai detto quella mezza parola in più che un amico non si aspetta.
Si. È vero che l’amico sopporta qualcosa in più ma a tutto c’è un limite o c’è un modo in cui dirlo perché, se rispetti la sintonia di una amicizia rodata e ne accetti le critiche ti riconosci in un passaggio di una canzone di cocciante (tu sei il mio amico carissimo)
“Pericoli tanti e tante gelosie
rabbie, impazienza, piccole manie
ti manderò all’inferno e così farai tu
ma saremo poi amici ancora di più
un po’ più alti, una spanna in sù “
Adesso ho 46 anni, vado per i 47 e so che molti mi considerano un’orso e mi accorgo che la maggior parte degli amici, a cui posso far riferimento sono amicizie maturate sul web, sono persone con cui non ho mai diviso una cena o che vedo una volta all’anno e, sempre come fruitore, hanno quasi le miie stesse passioni. Quando scrivevo per mantenere vivo l’inglese avevo quelle che si chiamavano Pen Pals (amicizie di penna potrebbero esser tradotte in italiano) ora le stesse amicizie le posso definire come Keyboard Pals anche se, mi rendo conto, che non sono mai il primo a fare il primo passo nelle varie chat.
Ed abbiamo esteso il concetto di amicizia, o meglio l’abbiamo portata al mondo reale perché, spesso, quando ne ho avuto bisogno l’amico non è dovuto venire sotto casa o sono dovuto andarci io perché ad alcuni posso dire, ed altri vorrei mi dicessero che “Hai un amico in me, un grande amico in me.”
Di nuovo Cocciante ma questa volta trattasi di un amico in me da toy story.
“I tuo problemi sono anche i miei
e non c’è nulla che non farei per te.
Se stiamo uniti scoprirai che
c’è un vero amico in me,
più di un amico in me”
Di fatto l’amicizia è condividere, in un modo diverso rispetto a quello che si fa con la persona che ti fa battere il cuore, le esperienze positive e negative o parlare di cose che con lei/lui non ne avresti mai il coraggio.
Tirando le somme di questa vita ( credo di essere arrivato “nel mezzo del cammin” della medesima) mi rendo conto che io, personalmente, ho avuto i miei momenti per cui gli amici mi detestano e momenti in cui avrei sinceramente mandato a quel paese chi stava dall’altra parte.
Non pensiate che tra amici si parli solo di argomenti direttamente interessati, ma anche considerazioni sul mondo che ci circonda, ogni cosa al momento giusto:
Amico mio di Nek racconta virtualmente questa situazione ( premetto quello che attribuisco ai testi sono mie interpretazioni) che tra amici si possa anche parlare e preoccuparsi di quanto ci sta attorno e dire
“pensa quanto è orribile vivere nell’ indifferenza
di un mondo apatico
è vero che si parla tanto
senza fare niente
e che solo poca gente si muove operando veramente
purtroppo c’è ancora chi sfrutta
questo momento a suo favore
e non si accorge che sta distruggendo se stesso e il resto del mondo”
si forse somiglia pericolosamente ad un discorso politico ed ho scelto di non cadere in questa bestia malevola (la politica) in questo Blog e quindi…
… ritorniamo a parlare di amicizie ed amici e parliamo di alcuni aspetti dell’amicizia, forse la più scottante è quella tra generi diversi, tra uomo e donna per esempio. Idealmente in radio vi farei ascoltare di fila due canzoni ma, tanto ne sto parlando, ne cito i passaggi “critici” partendo dalla “Regola dell’amico” degli 883 e finendo con Una donna per amico di Lucio Battisti
“La regola dell’Amico non sbaglia mai . .
se sei amico di una donna non ci
combinerai mai niente mai, “non vorrai . . .
rovinare un cosi’ bel rapporto“.”
Forse è il più grossolano e falso modo di dire: ho una donna che vive accanto a me dal 24/12/1984 e ci sono momenti in cui ho rapporti di amicizia come ho con altre donne che frequento sia in web che di persona. A me questa frase somiglia troppo a quei giri di parole che una persona che ci interessa ci sbatte in faccia per dirci che il rapporto che abbiamo va bene così .
Il rapporto di amicizia con l’altro sesso, invece potrebbe essere ben tracciato dal già citato brano di Lucio Battisti
“Ma che disastro, io mi maledico
ho scelto te – una donna – per amico,
ma il mio mestiere è vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta;
ti amo forte, debole compagna
che qualche volta impara e a volte insegna.”
Infatti l’amicizia con l’altro sesso può essere condotta su determinati binari anche se, lo devo ammettere, quando stai bene con una donna ti viene naturale il tentare di elevare ad un livello diverso questo rapporto. Nel caso mio forse il pensiero costante della mia partner fa da freno ai tentativi di modificare i rapporti di amicizia femminili che porto avanti ed a cui tengo particolarmente.
… ma anche i rapporti di amicizia arrivano alla fine ma, spesso non è una fine vera e propria se questa interruzione è causata da scelte imposte da “terzi interessati” e mi permetto di ricitare i Pooh usati in apertura
“Si può essere amici per sempre
anche quando le donne non vogliono
e per vivere devi scegliere.”
A me è capitato di essere l’altro lato della scelta, quello che doveva essere al posto della donna del mio amico. Ci siamo persi di vista e siamo andati avanti per la nostra vita ma anni dopo ci siamo ritrovati, ognuno come si suol dire sistemati, ed abbiamo ricominciato da quella cena tra amici in cui ci diceva che aveva deciso di seguire lei e che noi avremmo, come di fatto abbiamo, capito.
Quindi, posso dire senza tema di smentite, che la fine di una amicizia per terze parti non è definitiva e chioso utilizzando, ancora, il brano dei Pooh
“Puoi alzare barriere litigare con Dio
cambiare famiglia e città
strappare anche foto e radici
ma tra amici
non c’è mai un addio.”
Siamo quasi arrivati alla fine di questo delirio dettato dal caldo di Agosto che non si è reso conto che siamo ancora a Luglio e le cose brutte le lascio sempre alla fine perchè ci devo convivere e le devo plasmare affinchè diventino esperienza senza che il bello della vita me le nasconda:
parliamo della fine di un’amicizia vuoi perché l’amico è un bastardo ( lo sono stato anche io e ne ho avuto) o vuoi perché si arriva ad un deterioramento del rapporto per questioni d’interesse o per estrema gelosia o per una serie di tragiche incomprensioni.
La musica mi porta alla memoria due storie musicali e parto da “Ti voglio bene” di Tiziano Ferro
“Vorrei ringraziarti vorrei stringerti alla gola
Sono quello che ascoltavi, quello che sempre consola
Sono quello che chiamavi se piangevi ogni sera
Sono quello che un po’ odi e che ora un po’ ti fa paura
Vorrei ricordarti che ti son stato vicino
Anche quella sera quando ti sentivi strano
E ho sopportato
Però adesso non rivoglio indietro niente
Perché ormai secondo te ho tutto quello che mi serve
Un applauso forte sotto le mie note
Una copertina ed anche un video forte
Fidanzate tante quante se piovesse
Anche se poi le paure son le stesse
Ora che ho sempre tantissimo da fare
Dici che non ho più tempo per parlare
Ma se solo bisbigliando te lo chiedo
Tu sarcastico ti tiri sempre indietro “
Ecco, questo è qualcosa che ho provato, fine di amicizia per aver scoperto di essere coinvolto nella sua vita solo per interesse. Non dico il nome, se dovesse passare saprà chi è, e forse la fine dell’amicizia è stata dettata da una serie di incomprensioni ma io mi sono sentito usato, cercato solo perché ero in grado di ripargli il computer, gratis, mentre per le cose relative alla sua attività erano coinvolti altri che, comunque, erano pagati.
Sono sempre stato pronto, e sempre lo sarò, a condivider le mie esperienze anche facendo l’alba ed anche quando altri pensieri attirano la mia attenzione.
Quella a cui faccio riferimento è una cosa vissuta una sola volta e forse ci sono nelle mie amicizie alcuni che scoprirò interessati ad altro che non la mia semplice amicizia.
So che allora potrò tornare a fare mie le parole cattive dei Sottotono in Mezze Verità
“Hai chiuso con me stavolta per sempre e non ripresentarti più, fai pure conto di non avermi conosciuto mai e ora solo pensare di avere a che fare con figli di puttana come te già mi passa la voglia di stare al mondo tanto tutto il mondo è così.
Hai mai dato senza ricevere, sei mai sincero nei rapporti che hai ?”
Il tradimento da parte di un amico, soprattutto se questo viene scoperto in malo modo, lascia in bocca un pessimo sapore ma, personalmente, sono sempre pronto a dare una seconda, una terza o un’ennesima possibilità perché, alla fine della giostra, forse mi rendo conto che qualche amicizia, soprattutto telematica, sia finita per piccole incomprensioni che sono diventate grandi liti e questo orso vestito da ratto ne ha tante da farsi perdonare…
Non pensate che io parli “con le canzoni” e che questo post sia un frullato di luoghi comuni: era quello che facevo in radio, prendere una decina di canzoni partendo dal tema più assurdo e far compagnia chi dall’altra parte mi stava ad ascoltare.
Ciò non toglie è che il significato di molti testi rispecchiano, in modo più poetico il mio pensiero caotico.
Mi sento di dedicare questo intervento a tutti gli amici di tastiera, di penna e di persona che avranno occasione di leggerlo.
… alla prossima!
P.S. Il titolo, per chi non lo sapesse, è parafrasato da un’aria de “La vedova allegra” di cui vi presento il video





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