E poi …silenzi.
Chissà quanti di voi hanno amici “di tastiera” che forse non conosceranno mai di persona.
Chissà con quanti di questi avete condiviso qualcosa, lavorato su un progetto o, semplicemente, passato una sera a discutere.
Stasera, come tante sere, ho aperto uno devi vari client di messaggistica istantanea e sono stato contattato da un mio contatto.
Mi ha detto che è affetto da una malattia incurabile e sono rimasto spiazzato.
Come reagire ad una notizia del genere? Sono rimasto zitto, non trovando le parole per esprimere il mio dispiacere. Solo i silenzi che Renato Zero usa per chiudere questa bellissima canzone che mi torna sempre in mente in certi momenti.
Ho perso entrambi i genitori, li ho visti spegnere e da quel giorno ho smesso di esprimere i miei sentimenti, ad avere terrore degli ospedali ed a congelarmi davanti a situazioni in cui vorrei abbracciare, dire “io sono qui”, fare un semplice gesto per non far sentire in colpa l’interlocutore.
Caro amico, anche se avremmo passato solo qualche ora sto ancora pensando e ti ammiro per la reazione, per esserti perso in un discorso e per la tua compagnia. Lo so, dedicare una canzone significa dimostrare di non saper dire quello che si prova e, a questo punto caro amico, ti dedico questa canzone di Renato Zero con la speranza di poterti rileggere con una bella notizia.
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