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Due sceneggiati ed un monoscopio

Ritorno ad aprire la cartella Percorsi della Memoria ripescando quelli che sono di fatto tre appunti.

L\'amaro caso

Il primo fa riferimento allo sceneggiato L’amaro caso della Baronessa di carini di cui a fianco potete vedere una locandina dell’epoca.

Trasmesso nel dicembre 1975 in quattro puntate, ci racconta l’infelice storia d’amore, dal tragico finale stile Paolo e Francesca, tra Ugo Pagliai e Janet Agren, insoddisfatta baronessa di un paese siciliano del primo ’800, oppresso dalla setta dei Beati Paoli.

Bellissima la sigla, un valzer di schietto sapore siculo: “Povera barunissa di Carini”, cantata da Gigi Proietti che nei titoli di testa viene chiamato Luigi Proietti.

La ” Ballata di Carini” dice: “chianci Palermu chianci Siracusa a Carini c’è lu lutto ppogni casa.e finisce dicendo: “lu primu corpu la donna cadiu l’appresso corpu la donna muriu nu corpu a lu cori nu corpu ntra li rini povira Barunissa di Carini

Potete leggere un bell’approfondimento su Pagine Settanta e, per dovere di cronaca pare sia stato fatto un remake ( la prima cosa che ho trovato è un articolo di Repubblica )

La seconda voce che entra in questo articolo è il monoscopio  in bianco e nero della RAI irradiato ufficialmente dal 1954 al 1976, che deriva dal a linee nere e spazi bianchi trasmesso dalla RCA americana dal 1939.

monoscopioA titolo di curiosità il sibilo era un SOL a 384 Hz grande la gioia che si provava quando tale sibilo era sostituito da ariose melodie per grandi orchestre tipo quelle di Toots Thielemans e Bert Kaempfert!
Quelli più vecchi di me (avevo sette anni all’epoca anche se ho avuto occasione di vederlo più volte) ricordano ancora benissimo la mitica attesa dei mondiali del 1970, la sera tardi, senza né precollegamenti né pubblicità, col solo monoscopio e la musica allegra e per tenerti sveglio mentre ti preparavi drink, sedia, bandiere e rutto libero, e poi era subito inno nazionale e urlo dell’Azteca.

Girovagando in rete ho trovato una pagina con l’evoluzione del monoscopio RAI

Concludiamo questo mio primo intervento di Luglio con un altro sceneggiato classico della RAI:
E le stelle stanno a guardare E le stelle

Trasmesso nel settembre-ottobre 1971, è un’altro dei capolavori del regista Anton Giulio Majano. Protagonisti erano Adalberto Maria Merli, Orso Maria Guerrini, Anna Maria Guarnieri, Enzo Tarascio, Gian Piero Albertini.

Come già “La Cittadella” anche quest’opera è tratta da un romanzo di Archibald Joseph Cronin ed è sempre ambientata nel Galles, con particolare attenzione allo scontro tra lo spietato arrivista Adalberto Maria Merli (vedi foto) e il leale e generoso Orso Maria Guerrini (vedi foto), protagonista di una storia d’amore dal tragico finale con Anna Maria Guarnieri. Bellissima la sigla di apertura, un accorato motivo eseguito dagli archi dell’orchestra diretta da Riz Ortolani.

Sono , tutti e tre di infanzia:
avevo 7/8 anni ed erano quelli che la famiglia guardava e, in quelle occasioni, il divieto di andare a letto dopo Carosello  era revocato.
Sinceramente di “E le stelle stanno a Guardare” non ricordo un granchè, tutto quello che scrivo fa parte di una vecchia archiviazione di cose scaricate dal web su geocities e su alcune cose che risultano scomparse.

Alla prossima!

 

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  1. 2 luglio 2008 a 15:13 | #1

    Vado molto a memoria, ma la musica sostituiva la nota fissa 30 minuti p rima dell’inizio dei programmi.

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