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Anastasis

“Non va…” disse Alain.
L’elenco dei brani da inserire nel loro nuovo album non lo convinceva.
La copertina gli piaceva, il pezzo che avrebbe fatto da traino all’album pure ma…
“Gerard, manca un pezzo.” Disse Maratrat rivolto a ‘Little’ Gerard.
“Alain, sono sette brani, lo stesso che in ‘On the road’ cosa c’è che non va?”
“Manca qualcosa, un bel pezzo strumentale, magari da usare per aprire i concerti.”
Gerard scosse la testa, quando Alain si impuntava non c’era verso.
Senza bisogno che il compagno glielo chiedesse, ‘Little’ fece un cenno ai fonici: potevano andare.
Quando componevano preferivano che non ci fosse nessuno oltre a loro stessi. Era una questione personale: loro e la musica, niente altro.
“Gerard” gli disse Maratrat “vai anche tu, anzi no, andiamo via. Non c’è nulla che mi viene in mente. Ho bisogno di vedere le stelle.”
L’Her non disse nulla, prese il suo soprabito ed assieme all’amico lasciò la casa discografica.
‘Fare due passi’ era l’idea, e fu messa in pratica.
I due percorsero in silenzio il viale che li avrebbe condotti al loro ritrovo, una sorta di piccolo locale dove incontrarsi con gli altri componenti e, sicuramente, discutere ancora sull’ottavo pezzo mancante.
Incrociarono un gruppo di ragazzini, probabilmente diretti a qualche festa in maschera, che indossavano il costume di scena del loro gruppo.
Alain sorrise, strappando un’occhiataccia da uno dei loro giovani emuli.
“Non ci hanno riconosciuti.” disse rivolto a Gerard. “È sempre così!”
“Si, è vero.” convenne l’amico. “Senza trucco sembriamo quasi degli impiegati di banca.”
Ripresero il cammino, uno cercando di convincere il compagno che sette brani andavano bene, l’altro insistendo che vedeva meglio l’album con otto pezzi, con un nuovo pezzo strumentale per aprire i concerti, magari giocando con il laser.
“Vedi lassù” disse Alain indicando il cielo stellato, “immagina il pezzo strumentale e noi che apriamo puntando il laser verso l’Orsa Maggiore e …”
Maratrat si interruppe: una stella brillò, per poco, superando in luminosità la stella polare, indicata come ipotetico bersaglio del loro laser di scena.
Per una strana combinazione, e per il breve istante, la mente di Maratrat fu in sintonia con gli ultimi pensieri di un mondo lontano. Quella musica aveva preso in giro i principi della fisica, superato il tempo e lo spazio ed aveva raggiunto la persona giusta.
“Little” avrebbe ricordato la foga che prese Alain, la forza che lo portò a ritornare in sala d’incisione, a comporre, in una sola notte, uno dei pezzi strumentali più belli.
“Anastasis, rinascita…” il titolo era stato imposto da Alain e dopo un po’ era piaciuto al gruppo, sino a decidere di usarlo per aprire il loro primo concerto.
Adesso erano lì, al buio, nelle loro divise argentate con la gente, ai bordi di un palco, che reclamava la loro musica.
Il rumore dei timpani, come un rombo di tuono, annunciò il loro arrivo.
La musica iniziò, le prime note e la luce del laser partì, come una freccia di luce, in direzione dell’Orsa Maggiore.

“Guarda papà!” disse un piccolo Eloriano.
La luce del laser, partendo dalla Terra, aveva brillato per un attimo, attirando l’attenzione del fanciullo.
“La Terra ci dà il benvenuto.”
“Si, Elim” disse Galem. “Sembra che la musica del mio amico sia arrivata, per altre vie credo.”
L’Eloriano posò le mani sulle spalle del fanciullo, uno dei primi nati sul pianeta errante, il primo ad avere il nome del più grande musicista del suo mondo.
Fece un sospiro e, prima di rientrare nella zona abitativa, guardò verso la loro meta.
“Stiamo arrivando.” Disse “Speriamo di essere, fra voi umani i benvenuti. A presto.”

Post fazione

Post fazione

 


In questo racconto il protagonista usa espressioni metriche umane (o terrestri se preferite). In merito ho usato il suggerimento di Asimov in “Notturno” : perché far parlare con Kx Wz Rx al posto di Do Re Mi? Immaginate voi che i due protagonisti usino terminologie aliene, per me sembra piu’ semplice scrivere in metrica umana.
Altra cosa: questo racconto di fantasia non vuole spiegare la nascita di un brano e la composizione da parte dei Rockets di un pezzo, anche tutta la parte relativa alla creazione del pezzo è solo mia fantasia.

Il racconto è anche visibile nella biblioteca di Commisione Voyager 

A voi l’eventuale commento…

 

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