TWIN PHREAKS II: Higlamer, l'ultimo immorale
E non fu il Diluvio Universale la piu’ grande tra le sciagure umane, non la distruzione di Sodoma e Gomorra, non la rovina dei grandi imperi, non le Rivoluzioni.
Non furono le guerre mondiali ne’ le lotte tra classi e razze; il genere umano stava per affrontare la prova piu’ grande.
Scienziati e teologi cercarono una spiegazione, ma l’irrazionale non si puo’ comprendere.
Era tornato per sconvolgere vite e per salvarne, per creare e per distruggere, per aiutare e per vendicare.
Questo testo è la seconda puntata o episodio della saga di Twin Phreaks
La prima potete leggerla qui
CAPITOLO PRIMO : Di nuovo tra noi
Selezionò l’opzione di hangup ed uscì da SamNet per l’ultima volta, lo sguardo spento e perso nel vuoto oltre lo schermo; dovettero sollevarlo di peso, schiavo di un’inerzia che sembrava rendergli impossibile ogni movimento. Forse non capiva neppure cosa stava accadendo intorno a lui, nulla del crudele gioco di cui era divenuto involontario partecipante e vittima.
Tuttavia percepivo in quel ragazzo lo stesso senso di orgoglio e dignità per i quali lo avevo un tempo ammirato, nessun avverso destino sa rebbe riuscito a togliergli queste qualità; certamente non i campi di lavoro della Divileader, che in questo momento rappresentavano l’unica certezza nel suo futuro.
Salutò con un gesto quasi impercettibile coloro che restavano.
Nell’aria la stessa domanda, che nessuno avrebbe mai fatto apertamente:
“Per quanto ancora ?”.
Con Timescape se ne andava un ottimo hacker, uno degli ultimi in attività ma soprattutto un caro amico, aveva pagato ad un prezzo troppo alto la decisione di trasferirsi a Twin Phreaks.
Anche questa volta avrei trascorso giorni a chiedermi come avessero potuto scoprirlo mentre usava quel suo PBX da una linea talmente antiquata che si diceva fosse collegata all’ultima ed unica centralina telefonica a vapore nella storia delle telecomunicazioni europee: insieme al contascatti, la SIP forniva come optional un manometro per controllare la pressione della caldaia di rete.
Chi mai avrebbe potuto tracciare quel collegamento ?
Ma in fondo… non era forse sempre la stessa maledetta storia?
Come avevano scoperto che era stato Poison ad inviare a tutti gli utenti di QSD la foto digitalizzata dei suoi attributi maschili ?
Erano state le misere dimensioni a tradirlo ?
Troppe coincidenze per essere veramente tali.Tutti ripensarono ai casi precedenti; nessuno fiatò, ma quel silenzio fu piu’ eloquente di qualsiasi discorso: non ci si poteva piu’ fidare l’uno dell’altro, in mezzo a noi c’era un traditore.
AMF accarezzò delicatamente le orecchie finte di pelouche che aveva applicato al suo Smartlink 1-2-3 onde poterlo spudoratamente spacciare come l’orsacchiotto inseparabile amico d’infanzia. S’intende, la coda era in realtà un cavetto seriale.
Nel diabolico convento dove i genitori l’avevano rinchiuso era ammesso portare un computer, ma nessuno avrebbe mai tollerato la presenza di un modem. (-1-)
Non si rese neppure conto dell’irruzione e fu già nelle mani della squa dra speciale anti-H/P del Network Divileader; se la vita gli avesse riservato ancora momenti liberi, li avrebbe impiegati sino all’ultimo istante nel cercare di comprendere chi mai potesse averlo denunciato.
Lo stesso sguardo inespressivo e assente accompagnò quella che ormai veniva definita “la partenza”.
Da quel momento in poi, nessuno di noi ne avrebbe piu’ saputo nulla. “Due in due giorni” dissi “la Divileader deporta un hacker al giorno”.
Sirio estrasse l’HP48SX e si accinse a verificare il dato statistico. La riunione improvvisata si sciolse in un pesante clima di sospetti… davvero questi erano gli stessi amici di un tempo ?
Nel cuore della notte mi telefonò Sirio:
“Giusto”, disse “Il tuo calcolo era esatto”.
Gli spiegai gentilmente quale fosse il posto piu’ adatto per il suo apparecchio tascabile.
- Il gruppo Divileader era nato diverso tempo prima dalla fusione dei perdenti storici degli anni ’90. Prima tra tutti la SIP, che in 14 anni di VDT non era riuscita a scovare neppure un hacker; le statistiche ufficiali parlavano di 210.346 abusivi per ogni utente regolare.
Poi veniva la mitica Leader Distribuzioni, che dopo aver preso la grande decisione di compilare una lista di tutti i pirati aveva dovuto rinunciare all’impresa una volta conosciuto il numero esatto di crackers/spreaders presenti nel Paese: 45 milioni circa. (-2-)
Consiglio di Amministrazione: i Divina.
Presidente era stato eletto Storm; la candidatura di Saddam Hussein fu rifiutata perché, come risultò dalla motivazione ufficiale, uomo dal cuore troppo tenero.
Così quel gruppo di pseudo-pirati era passato dall’altra parte della barricata, ed ora aveva il monopolio delle telecomunicazioni.
Non riuscivo proprio ad immaginare chi di noi avesse potuto decidere il tradimento della nostra giusta causa per contrabbandare informazioni a quella gente, tuttavia non ci poteva essere altra spiegazione: gli hackers venivano arrestati perché la Divileader sapeva, e la Divileader sapeva perché qualcuno degli stessi hackers informava segretamente il Network.
Nessuno era mai tornato per descriverci un campo di lavoro, non sapevamo neppure quale fosse l’attività forzata a cui i prigionieri venivano sottoposti.
Il dischetto del Jr-Comm frullò leggermente ed il monitor visualizzò la familiare schermata nera del programma di comunicazione.
Ore 20:00, collegamento obbligatorio al Bulletin Board System della Divileader, banca dati dalle dimensionì virtualmente illimitate; nessuno era mai riuscito a capire né l’ubicazione esatta del computer che gestiva il sistema né la ragione di tale smisurata capacità di archiviazione dati.
Da quando la libertà di stampa era stata soppressa, il Network usava il canale telematico come strumento di diffusione informazioni: ogni famiglia aveva un terminale con relativo modem.
Ma le notizie di quella sera erano davvero sconvolgenti: si vociferava di un neonato divenuto adulto in 24 ore, di persone risvegliatesi con la pelle di colore diverso e di altre inspiegabili mutazioni… cosa stava succedendo ?
La genetica e la biologia in tutto il mondo cercavano una risposta, ma la stessa risposta era destinata ad apparire a me quella sera.
Lo schermo si cancellò ed apparve sul video la piu’ orribile spuria dai tempi dei modem 300 BPS senza correzione, tuttavia quell’amorfo insieme di caratteri ANSI aveva qualcosa di lontanamente familiare: il volto di qualcuno. In quello stesso istante riconobbi quell’essere per Jettero Heller, scomparso prematuramente alcuni anni prima.
Sotto quel viso una luminosa scritta verde:
“Sono tornato, downloadami !”.
Jettero stava lentamente cominciando a swarparsi all’interno del df1: e la sua immagine inconsistente uscente dal drive iniziò pian piano a farsi solida.
“Jettero”, gli chiesi con dolcezza “ma che casino hai combinato lassu’ ??”.
Il giovane mi fissò per qualche istante, poi replicò giustificandosi:
“C’era un grande archivio, e io volevo fare il cosysop.
Così quando il tizio vestito di bianco non guardava, ho editato qualche cartella… e guarda un pò dove mi hanno rispedito”.
Sulle prime fui preso da notevoli dubbi: il timore di finire nella rete della Divileader dopo tutto era molto reale, e nessuno conosceva fino in fondo le loro capacità.
Fu Jettero stesso, però, a fugare i miei sospetti:
“La prossima volta che fai un d/l” spiegò “metti il modem un metro sopra la porta seriale, così il percorso per i dati sarà in discesa e la velocità di trasferimento aumenterà !”.
Solo una persona al mondo avrebbe potuto dirlo. Bentornato, Jettero!
(-1-) Net Jobber (AMF) rischiò effettivamente di essere rinchiuso in collegio dalla famiglia, provvedimento che fu in seguito evitato consentendo al ragazzo di continuare a vivere la sua onestissima esistenza.
(-2-) Nella primavera 1991, fonti vicine alla Leader Distribuzione Software comunicarono l’intenzione da parte della Società stessa di compilare la mappa della pirateria in Italia. La notizia fu piu’ volte confermata e smentita, alternativamente.



… era ora che pubblicassi il secondo episodio!