Zorro
Il mitico Guy Williams (Zorro-Hidalgo Don Diego de la Vega), in compagnia del sergente Garcia (Henry Calvin), del caporale Reyes (Don Diamond) e del servitore muto Bernardo (Gene Sheldon), diventa protagonista di uno dei capisaldi della TV dei Ragazzi degli anni ’60.
Nel periodo della dominazione spagnola in California il nobile e debosciato don Diego de La Vega, figlio di don Alejandro de La Vega, si trasforma nel cavaliere mascherato Zorro (in spagnolo, la volpe maschio), invincibile spadaccino difensore dei piu` deboli e dei peones oppressi dal feroce capitan Monastario.
Traendo spunto dai romanzi dell’americano Johnston McCulley, Zorro, a cavallo del nero destriero Tornado, dà vita alle più entusiasmanti avventure mai viste alla TV dei Ragazzi. Nell’immaginario collettivo Zorro è sul suo cavallo rampante nella notte e traccia la Z bianca sui calzoni del sergente Garcia!.
Dei fumetti di Zorro ve n’erano due serie: una pubblicata da Mondadori e fedelissima alle avventure televisive, accuratamente disegnate e quasi altrettanto avvincenti. L’altra, sempre di Mondadori, è un capolavoro del trash fumettistico: Zorro è un certo Ted Ariston, che non usa la spada bensì due pistole, e non porta nemmeno il mantello ma una pretenziosa fusciacca rossa. Mah! Comunque, secondo gli studi effettuati dallo storico Tino Ranieri e documentati nel volume ‘La spada di Zorro’ pubblicato da Mondadori pare che Zorro sia effettivamente esistito, non come don Diego de La Vega, ma come il nobile Juan Carlos Serra, figlio del ricchissimo Junipero Serra. Diversamente da don Diego, purtroppo, Juan Carlos Serra concluse la sua esistenza sul patibolo diventando una straordinaria leggenda.
Ritorna, quindi, con Zorro l’appuntamento casuale con gli appunti sparsi nel mio disco rigido.
Di recente, come al solito direi Hollywood ricicla i grandi personaggi, Zorro ha avuto due passaggi al cinema “La maschera di Zorro” e “La leggenda di Zorro” ma non è che mi abbiano fatto ricordare quei giorni, esisteva solo RAI, in cui mi sedevo davanti al televisore e ridevo come un matto quando, come al solito, lascia in mutande il malcapitato sergente Garcia.
…al prossimo appuntamento con in Percorsi della Memoria






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