L'isola errante
Forse qualche volta succede anche a voi. Siete occupati in qualche attività, un lavoro o seguendo il telegiornale e qualcosa innesca il flusso della memoria…
Ieri si parlava, in un tg nazionale, del fatto che fosse sbarcata una nave da Napoli, carica di rifiuti che sarebbero stati smaltiti in Sardegna. NO non ho intenzione di aprire un discorso, di aggiungere la mia voce ad un coro dissonante di ubriaconi e spiegare i perchè della mia scelta in merito al problema dei rifiuti di Napoli.
Non sarà mai questo Blog ad assistere alle mie esternazioni, alle mie picconate sui grandi temi della vita. Questo Blog è il diamante che rappresenta la mia vita, con le varie sfaccettature ed i difetti, e non la strada che si vede dalla vetrina del gioielliere.
Chiudo la parentesi polemica e ritorno al flusso di pensieri, dalla nave carica d’immondizia all’isola che a volte mi tiene prigioniero ed a volte mi coccola come un suo amato figlio.
Ho pensato a questa canzone ed a Mariano Melis ( nel suo sito potete ascoltare i suoi lavori) e da qui sono tornato ai tempi di quando si andava all’Atrium ( discoteca di Sassari) ad ascoltarlo cantare e ad interagire quando ancora Fiorello faceva l’animatore nei villaggi turistici.
Era il 1990/95 e si aspettava il sabato per andare con gli amici ( “la Greffa” in sassarese) a farsi un paio di birrette ed ascoltare Mariano cantare, non solo le sue canzoni ma anche, rigorosamente dal vivo e senza basi, pezzi quali “All’una e trentacinque circa”, “Sognare, Sognare” e svariate altre.
Si andava in pizzeria, magari una vicina all’Atrium ( non so se esita ancora o cosa sia diventata, comunque, questa discoteca) e poi una scappata a vedere le ragazze ballare ( io ero già sposato, alcuni avevano la ragazza a casa o in giro con le amiche, si guardava e basta …) e poi dopo cinque minuti di musica assordante si prendevano le scale che portavano al piano di sopra e ci si impossessava di un tavolino e si aspettava. Qualche volta un personaggio come Gesuino Cosseddu ( vedi in fondo a questo articolo ) allietava l’attesa e poi tutti a cantare a squarciagola sino alle quattro del mattino e poi al Cornettero’s a fare colazione con cornetto e capuccino.
Sono passati quasi vent’anni ( e non esagiamo va!) ed ogni tanto mi capita di ritornarci e pensare che, magari tra dieci anni, ricorderò che dieci anni fa scrivevo un intervento in questo blog …
… vabbè. Per un paio di giorni sono fuori sede per lavoro quindi non ci saranno altri interventi sino a Sabato Pomeriggio quindi buon fine settimana!




Caro Antonio è una piacevole sorpresa il tuo intervento che mi è stato segnalato…la nostalgia di quegli anni è anche la mia come puoi facilmente immaginare…siamo stati fortunati a viverli bene insieme in modo spensierato, sano e a smettere al momento giusto…per questo il ricordo di quei momenti è così presente e ,oggi, consapevolmente pulito…Grazie per le tue parole, a presto…
nasconditiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!