Il silenzio della colomba
Se non lo fa nessuno ti chiedo scusa io per quelli che hanno un nome e una faccia che puoi chiamare uomini perchè in questa città vigliacca a parole son tutti eroi ma tu hai perso le scarpe e il cuore e non sai più chi sei e non ci perdonerai. ( Pooh - Album: Amici per Sempre 1996)
E’ triste quando le cose della vita ti fanno venire in mente quella che dovrebbe restare, sempre, una bella canzone.
In questi giorni le cronache hanno riportato diversi episodi di violenza sulle donne, la peggiore, secondo me: lo stupro.
Forse perchè ho una donna ( mia moglie) ed una figlia, ma quando sento questi episodi mi si gela il sange pensando che esistono esseri in grado di rovinare per sempre una donna e ripenso a questa canzone.
Ti chiederanno se li hai visti in facciacome ti han spogliata e se hai ceduto in frettasotto quale tipo di minaccia
o è stato un gioco andato troppo in la.
E anche ammesso che finiscano in galera
quest’anno non verrà più primavera
senti addosso quelle mani ancora
è un primo amore che non scorderai.
La canzone racconta, in questo primo passaggio, quel sospetto e, credo, anche quell’umiliazione che una donna, vittima di stupro, deve subire.
Leggendo molti rapporti che le organizzazioni che aiutano le vittime, sembra emergere il sospetto che la vittima se la sia cercata, vuoi per un tipo di vestito vuoi perchè magari…
… e ovviamente, stando a sentire i vari tg, il branco o la bestia singola rischia di uscire dal carcere o non andarci per nulla.
Lascio questo pensiero e lo dedico a tutte le donne, partendo da quelle che condividono, giorno per giorno, la mia avventura su questo mondo: mia moglie e mia figlia che sanno che, anche se ci sono stati momenti difficili, io sono sempre dove loro hanno bisogno.
Se non lo fa nessuno ti chiedo scusa io
per quelli che hanno un nome e una faccia che puoi chiamare uomini
perchè in questa città vigliacca a parole son tutti eroi
ma tu hai perso le scarpe e il cuore e non sai più chi sei
e non ci perdonerai.
L’altra cosa che mi colpisce è sentire che, spesso, la violenza rimance coperta da un manto di indifferenza e che io uomo, nel senso di maschio, ho vergogna di altri che si comportano come bestie in calore, senza rispetto per l’altra metà del cielo.
Vi cedo il resto del testo, e chiedo scusa alle donne se tra noi c’è qualche mela marcia.
È la fine dell’innocenza in quest’alba gelida di polizia.
È il silenzio della colomba affogata di pioggia e buttata via.
E vuoi dimenticare e vuoi volare via
sarà una lunga strada verso casa
quando verranno a prenderti.
E non bastar mille docce per lavarti
e la gente parla molto con gli sguardi
sei già dall’altra parte della vita
forse a scuola non ci tornerai.
E anche ammesso che finiscano in galera
quest’anno non verrà più primavera
li senti addosso a respirare ancora
ed è un respiro che non scorderai.
E’ la fine dell’innocenza carta straccia lacrime e formalità.
È il silenzio della colomba che sognava il mare e non ci arriverà.
Come dimenticare come volare via
nel cuore più profondo del tuo cuore l’inferno ha fatto i cuccioli.
Se non lo fa nessuno ti chiedo scusa io
per quelli che hanno un nome e una faccia che puoi chiamare uomini
poi il tempo è dalla tua parte e in qualche modo ce la farai
perchè le donne san stare al mondo molto più di noi,
ma non ci perdonerai.



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